Il primo passo sotto il sole di agosto

Video intervista al centro di C/da Cammarella

 

Dal 1° di agosto si potrà andare a conferire la raccolta differenziata presso l’isola ecologica di c/da Cammarella (zona San Luca) dove, tramite l’ausilio di una bilancia, verranno pesati i nostri sacchetti e verrà rilasciato uno scontrino che ci darà diritto ad uno sgravio nelle prossime bollette. Un anno fa in questo periodo scoppiava in città la protesta contro le salatissime bollette e dopo un periodo di lotta siamo arrivati finalmente ad un primo tassello che ci potrà portare a successivi traguardi. L’apertura dell’isola ecologica da sola non servirà a nulla se non sarà supportata da altri interventi mirati sul territorio che facciano capire al cittadino che lo sforzo che gli si chiede lo porterà a vivere in una città pulita con la grande sorpresa di pagare una bolletta piccola. Comunichiamo a tutti che a settembre partirà un tavolo tecnico con l’ATO e con l’assessorato di competenza e noi, Grilli Nisseni, siamo riusciti a mettere su una sedia il nostro nome, potremo finalmente fare le nostre proposte e capire quali difficoltà ci sono per attuarle. Noi non molleremo, la raccolta differenziata porta a porta è un obiettivo che Caltanissetta merita di raggiungere entro tempi brevi.

 

PS. Da oggi è possibile scriverci direttamente dal sito cliccando in alto sul pulsante “Scrivici”, potrete contattarci per qualunque motivo, richieste di aiuto, segnalazioni e suggerimenti per un’ attività intrapresa o da intraprendere.

 

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Obiettivo raggiunto

Questa è sicuramente una battaglia vinta, insieme ai cittadini di contrada Grotticelli. Adesso al torrente è stata restituita salubrità e alla zona dignità. C’è ancora qualche intervento di bonifica da fare lungo tutto il tratto del torrente e soprattutto di pulizia degli argini, ma il fatto che celermente sono state ripristinate le condizioni di igiene è una cosa ottima. Gli abitanti della contrada sono stati felici di assistere, insieme ai loro bambini, al sopralluogo effettuato per verificare le condizioni di questo piccolo e bellissimo angolo di natura tipico della nostra zona e il ritorno di alcuni uccelli nel torrente sembra essere il segno che il problema sia stato risolto. Continueremo a vigilare sulla zona perchè l’incidente non si ripeta più.

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Pieni di…buone speranze


 

Riceviamo dall’assessore all’ambiente del Comune di Caltanissetta, Silvano Licari, una proposta interessante che potrebbe essere un ottimo punto di partenza per avviare un piano sostenibile, concreto e vero per fare della nostra città un’isola felice per la raccolta differenziata. Aggiungiamo che non siamo contrari alla collaborazione, ma siamo, per esperienza maturata negli anni, disillusi dalle parole e affamati solo di fatti.

 

“Cari Grilli Nisseni,

è da un pò che seguo questa vostra discussione e come ho detto a qualcuno di voi il CCR di C/da Cammarella è solo una parte del programma dell’ATO CL1 che comprende anche l’aumento dei cassonetti per la differenziata ed il CCR mobile. Non sta a me difendere le scelte dell’ATO. Il mio dovere è quello di valutarne le scelte, tenere conto anche delle possibili alternative e giudicare i risultati . E’ proprio per questo che se in questo momento l’ATO CL1 mi comunica che, nelle condizioni attuali, tenuto conto cioè delle risorse e della situazione politico-amministrativa, e dopo aver valutato le possibile alternative, questo è il miglior programma possibile per raggiungere l’obiettivo del 30% a fine anno, o comunque avvicinarcisi il piu’ possibile, devo certo controllare, avviare un confronto con altre ipotesi di lavoro, ma anche dare il tempo perche’ i risultati vengano raggiunti. E’ beninteso che le responsabilità delle scelte fatte stanno sempre in capo a chi amministra, e che e’ sempre molto facile dire poi “l’avevo detto io..!”, però è vero anche che in poco più di un mese abbiamo incassato l’approvazione del regolamento comunale, l’avvio di un programma di comunicazione e soprattutto l’inizio concreto della differenziata con l’aumento dei cassonetti , il CCR che partira’ ad agosto ed il CCR mobile annunziato per settembre e inoltre, cosa non da poco, il raddoppio della percentuale di differenziata che e’ giunta all’8%. Per atteggiamento mentale preferisco sempre guardare ai problemi con l’ottica di chi guarda al “bicchiere mezzo pieno”, a patto poi di impegnarsi a fondo perche’ il bicchiere si riempia tutto. Che ne direste di istituire un tavolo tecnico per la “differenziata”, proprio per monitorare la situazione “ora per ora” ed apportare eventuali correttivi. E’ una proposta che vorrei fare a voi (e alle altre associazioni) ed all’ATO proprio perche’ credo che il confronto che abbiamo avviato sia molto positivo e spero che possa continuare senza “pregiudizi”da una parte e dall’altra. L’obiettivo che abbiamo è troppo importante per perderci in critiche preconcette che è meglio lasciare a chi usa la politica per scopi personali e non per il bene comune. Ci aspettano intanto giorni terribili che rischiano di mandare in fumo tutti i nostri buoni propositi . L’ATO non è ancora autosufficiente dal punto di vista economico e c’è la discarica da pagare oltre agli operai, e il comune ha praticamente dato fondo a tutte le sue possibilità. Rischiamo seriamente l’interruzione del servizio. Speriamo di potere mantenere la città pulita come siamo riusciti a fare negli ultimi mesi , che, credetemi, viste le condizioni attuali, non è cosa da poco.

Cari saluti, a presto.” Silvano Licari

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Grillo va in Cassazione a consegnare le firme

Beppe sul risciòOggi, venerdì 11 luglio, Beppe Grillo, accompagnato dai primi firmatari promotori dei Referendum, si recherà in Cassazione per depositare le centinaia di migliaia di firme raccolte durante il V2Day del 25 aprile.

Le firme raccolte ammontano a ben oltre la quota di 500.000 per referendum. La misura è da considerarsi “cautelativa” rispetto a problemi formali che potrebbero “fisiologicamente” essere sollevati dai funzionari che esamineranno le sigle dei cittadini.
Come dire, con un referendum in ballo così delicato, “melius est abundare quam deficere”…

Insomma Beppone cavalca di nuovo il risciò!!!!!biggrin

Beppe Grillo a Piazza Navona


L’intervento integrale di Beppe Grillo alla manifestazione dell’8 luglio a Roma in Piazza Navona contro le leggi vergogna del governo Berlusconi, come al solito senza peli sulla lingua.

 

”Ha più scheletri nell’armadio lui
che la cripta dei Cappiccini a Palermo
Ha più scheletri nell’armadio lui
che la cripta dei Capuccini di Palermo.
Ogni tanto, di notte quando passa il tram
le ossa vibrano leggermente.
e a quel suono gli si rizzano i capelli sintetici,
teme che le ante dell’armadio si aprano.
Che torme, non di fantasmi, ma di giudici in toga
balzino fuori agitando come nacchere
scintillanti manette.”

(A. Camilleri da “Cinque Poesie Incivili”)

Una vita spezzata

E’ successo a Caltanissetta un fatto gravissimo su cui si sta cercando di alzare una cortina fumogena per nascodere tutto, ma i pochi che si sono accorti della cosa chiederanno il perchè, una vita non si può spezzare come un ramo e far finta di nulla, la vita è una possibilità che nessun uomo può avere il diritto di togliere.

Sabato 5 Luglio 2008 alle ore 10.30 è stato organizzato un sit-in davanti al centro di Pian del Lago.

 

(articolo tratto da melting pot europa)

Nella notte tra il 29 ed il 30 giugno un immigrato africano è morto nel centro di identificazione all’interno del centro polifunzionale ( CPT, CID e CARA) di Pian del lago, a Caltanissetta, dopo essersi sentito male nel pomeriggio della domenica, ed avere ricevuto, per quanto risulta dalle prime testimonianze, soltanto un bicchiere d’acqua (non si sa se con i soliti tranquillanti di cui si fa largo uso nei centri di detenzione).
Solo nella mattina del 30 giugno quando alle 7,30 sono arrivati i medici della Croce Rossa ne è stato constatato il decesso, malgrado gli altri migranti avessero sollecitato per ore l’intervento di un medico.

Nel centro si respira ancora un’atmosfera di grande tensione, probabilmente i migranti testimoni dei fatti saranno presto trasferiti altrove, in silenzio, prima che la vicenda diventi di dominio pubblico, come avviene di solito in queste circostanze. Anzi, in molti casi, la morte di uno significa la libertà di tanti altri, perché piuttosto che trattenere scomodi testimoni, si preferisce ributtare nella clandestinità quanti potrebbero raccontare cosa è successo. Tutto diventa più facile – se non è possibile una deportazione immediata – con la liberazione tempestiva e la consegna dell’ordine di lasciare entro 5 giorni del territorio nazionale. Senza soldi, senza documenti, un ordine impossibile da eseguire. Ed alla fine, scomparsi nella clandestinità i testimoni, nessuno ricorderà più nulla, neppure chi aveva il dovere di garantire la dignità, la salute e la vita di un immigrato senza nome rinchiuso in un centro di identificazione.

Abbiamo atteso per ore un comunicato da parte della direzione del centro o della Questura di Caltanissetta, o una agenzia di stampa che almeno desse notizia del fatto, confermato da fonti diverse durante la giornata. Niente. Una cappa di silenzio è calata sul centro polifunzionale di Pian del Lago, mentre probabilmente si staranno sistemando registri e referti, testimonianze e documenti vari, per dimostrare che alla fine si è trattata, come al solito, di una tragica fatalità. Tutti erano al loro posto, tutti hanno fatto il proprio dovere, medici, operatori dell’ente gestore e poliziotti di guardia. Come al solito, nessun colpevole, nessun responsabile per la vita di un uomo, di un “clandestino”.

Un copione tante volte visto, in Sicilia ed in altre parti d’Italia, ma di fronte al quale non cesseremo mai di esprimere la nostra indignazione. Ed una richiesta di chiarezza, in una struttura sempre più affollata, nella quale arrivano molti immigrati sbarcati a Lampedusa ancora da identificare, un centro che è stato negli anni teatro di episodi inquietanti sui quali ancora dovrebbe indagare la magistratura. Anche la relazione della Commissione De Mistura non aveva lesinato critiche alla gestione del centro di Caltanissetta, ed oggi la situazione sembra più grave che in passato, perché i centri di detenzione si vanno riempiendo per le retate di “clandestini” che la polizia sta intensificando nelle grandi aree urbane, mentre i centri di identificazione esplodono per l’aumento esponenziale degli sbarchi a Lampedusa ed in altre parti della Sicilia.

Una giovane vita si spegneva nel centro di Pian Del Lago, e il ministro Ronchi dormiva a Lampedusa il sonno del “giusto”, o, dopo una lauta cena a base di pesce, era ospite di una qualche missione notturna delle forze navali che continuano a salvare vite umane nel Canale di Sicilia, malgrado le diverse direttive operative dell’Agenzia europea per il controllo delle frontiere marittime FRONTEX.

Caro ministro, piuttosto che appropriarsi di meriti che non le appartengono, perché la situazione a Lampedusa è migliorata prima del suo avvento al governo, solo grazie al trasferimento ed alla apertura del centro alle organizzazioni umanitarie, a partire dal 2007, perché non spendeva una parola sul destino buio che attenderà in futuro i migranti dopo il loro arrivo a Lampedusa ? Soprattutto quelli che non riusciranno ad ottenere lo status di rifugiato o di protezione umanitaria, ma che in molti casi non sarà possibile espellere. Magari una breve dichiarazione, anche per avvertire che con il sovraffollamento dei centri di detenzione e di “accoglienza” nelle altre parti d’Italia, effetto delle nuove politiche securitarie del governo Berlusconi, dell’aggravante della clandestinità, del prolungamento a 18 mesi della durata della detenzione amministrativa, a Lampedusa si rimarrà non solo due ma anche dieci -dodici giorni, e forse mesi, come in passato, ai tempi del precedente governo Berlusconi, in 1600 persone, in uno spazio che ne potrebbe accogliere meno della metà. Mentre i fondi per finanziare la seconda accoglienza ed il sistema di protezione per i richiedenti asilo verranno drasticamente tagliati.

Un vero albergo a cinque stelle lo diventerà di certo in futuro, il nuovo centro di accoglienza di Lampedusa, forse talvolta un po’ troppo affollato, ma al sicuro da giornalisti curiosi ( come Gatti non ce ne sono tanti in giro) e da magistrati invadenti ( Il Tribunale di Agrigento è lontano). Magari il ministro potrebbe mandarci qualche suo dipendente in vacanza, così almeno potrebbe essere un poco più informato di quelle tragedie quotidiane dell’immigrazione che si consumeranno nel silenzio, in futuro anche a Lampedusa, come negli altri centri di detenzione in Italia. L’estate è lunga e non appena il nuovo pacchetto sicurezza sarà approvato, e i centri di detenzione in Italia arriveranno al collasso, Lampedusa scoppierà di nuovo, a meno che qualcuno non ritorni alla prassi ignobile di rispedire i migranti appena arrivati, in Libia, nelle carceri e nei fossati desertici che Gheddafi chiama centri di accoglienza, una pratica per la quale la Corte Europea dei diritti dell’uomo nel 2004 ha condannato l’Italia.

Intanto, per l’ennesima volta, non rimane che chiedere chiarezza sulle circostanze della morte del migrante senza nome che ha concluso il suo viaggio della speranza, e la sua vita, nel centro di identificazione di Caltanissetta. Almeno che sia fatta una autopsia e che questa non sia quella farsa che spesso diventa nei tribunali siciliani (a Palermo si attende ancora di conoscere il risultato dell’autopsia di una donna rom morta otto mesi fa, all’ospedale di Villa Sofia, per cause mai chiarite). Vorremmo che qualche magistrato cerchi di capire che tipo di servizio di assistenza garantisce la Croce Rossa nelle diverse sezioni del centro polifunzionale di Caltanissetta. E vorremmo che si facesse finalmente chiarezza sul personale civile impiegato in questa struttura. Magari anche per sapere chi fosse presente al momento del decesso dell’immigrato, e chi fosse il responsabile in quel momento dell’ente gestore. Soprattutto vorremmo un magistrato che abbia la voglia di accertare se nel centro si continua ancora a fare largo uso di psicofarmaci. Alcuni anni fa, qualcuno aveva definito anche Pian del lago come un albergo a cinque stelle. La penna dei velinari si ripete sempre ma la realtà è più forte delle menzogne e delle omertà.