Ci ha scritto Saverio Di Blasi il presidente dell’Associazione Aria Nuova Onlus di Gela per raccontarci cosa succede nella sua città riguardo alla gestione dell’acqua, quello che stanno facendo per arginare un problema che ormai rischia di diventare una vera e propria emergenza sanitaria.
Ancora una volta a fare gli interessi dei cittadini sono altri cittadini perchè le istituzioni sono assenti e le società che gestiscono le risorse fondamentali per vivere sono sorde davanti necessità primarie.
“L’erogazione idrica a Gela è ormai da anni vergognosamente a dir poco un miraggio, con seri danni alla salute e patrimoniali a carico dei cittadini costretti, quelle poche volte in cui avviene la distribuzione, ovvero circa tre ore, tra l’altro notturne, ogni cinque giorni circa, ad usare acqua non potabile, di colore paglierino, clorata al caldo, distribuita alla popolazione ad una temperatura di almeno 30 gradi, per di più con aggiunta di calce non idonea ad uso alimentare e, dunque, seriamente dannosa e nociva per la salute dei cittadini tutti in quanto acqua potenzialmente cancerogena con formazione di trialometani, considerato che le pompe di sollevamento dell’acqua marina destinata al dissalatore sono ubicati presso il pontile industriale ove avvengano continui sversamenti di idrocarburi, per non parlare poi dell’aggiunta di acqua di mare non trattata al prodotto finale “leggi- delega di indagine proc. Pen. N° 3302/01 del 22/09/03 a firma del sost. Procuratore Cannatà – relazione di ispezione effettuata dalla polizia marittima presso il pontile industriale a firma dell’ispettore Sammartano” (si precisa che con questa acqua i fornai impastano il pane ecc). Ed invero, quanto sopra trova piena conferma nell’alta percentuale di casi di tumori, di malformazioni e varie malattie, di ultimo anche di tipo dermatologico e a carico dell’apparato gastro-intestinale, che affliggono parte della popolazione che vive oramai in uno stato continuo di tensione e di paura, popolazione che, sebbene ne parli e si lamenti con le Autorità preposte, ad oggi non ha ancora ricevuto alcuna risposta.
Ma chi sono i responsabili di questa scandalosa situazione che ha già portato problemi di ordine pubblico? Infatti, la città di Gela ha dovuto assistere a manifestazioni da parte di cittadini che, esasperati, hanno più volte manifestato con cortei, comizi e blocchi stradali. Alcune persone, poi, sono morte nel tentativo di sistemare motorini e/o serbatoi, morti che, di sicuro, non vi sarebbero state in mancanza del problema “acqua”.
Come se quanto sopra non fosse già sufficiente, occorre rilevare che l’AGIP Gela ha causato la distruzione degli impianti di dissalazione, e ciò in quanto non ha provveduto alla manutenzione ordinaria e straordinaria di detti impianti al fine di evitare la fermata totale degli stessi. Impianti, tra l’altro tutti di proprietà della Regione Sicilia e costruiti con denaro pubblico, ad oggi sono fermi, mentre i rimanenti funzionano malissimo, con grave rischio di fermata. Qualora, comunque, Gela dovesse subire il fermo di tutti gli impianti attualmente in funzione, eccezion fatta per uno, è chiaro che la città di Gela e limitrofi sarebbero interamente paralizzate, con enorme e serio rischio sanitario e di ordine pubblico.
Sono decine le denunce della nostra Associazione volte ad evidenziare le gravissime omissioni del sindaco e di altre autorità, nonché la messa a disposizione di uno studio personale effettuato da alcuni tecnici esperti della suddetta associazione a seguito del quale è emerso che esiste una convenzione stipulata tra Agip Petroli, Regione Sicilia e Comune di Gela in virtù della quale si doveva costruire un impianto per potabilizzare l’acqua della diga Licodia in caso di guasti agli impianti di dissalazione, come di fatto avviene ormai periodicamente, e ciò al fine di evitare quanto sta tuttora accadendo (mancanza di acqua di norma maleodorante), denunce comunque che non hanno portato alcuna azione concreta da parte delle Autorità.
Quanto sopra è stato messo a disposizione del sindaco Crocetta e della Procura sin dall’anno 2003. Ed invero, il sindaco Crocetta cerca di depistare il problema mediante false informazioni, attraverso stampa e televisione, alla cittadinanza, così parlando di meriti piuttosto che prendere atto dei propri demeriti e forti responsabilità che, se all’attenzione di altre Procure più attente, sicuramente avrebbero trovato la giusta punizione in quanto reo di attentato alla salute dei cittadini, nonché responsabile dei danni patrimoniali e non che gli stessi stanno ad oggi subendo.
Nonostante il sindaco Crocetta sia stato notiziato di tutto quanto sopra, dal primo mandato ad oggi, mediante numerose lettere regolarmente protocollate al comune di Gela ed inviate anche alla locale Procura, ad oggi non vi è stato intervento alcuno a tutela della collettività, con il chiaro fine di tutelare i responsabili.
Sebbene la Procura di Gela sia stata abbondantemente rifornita di documenti e perizie attendibili dal 2002 ad oggi, non ha emesso, durante tutto questo arco di tempo, nemmeno un avviso di garanzia contro i responsabili. NON ABBIAMO PIU’ FIDUCIA IN QUESTA PROCURA LOCALE che non solo non indaga, ma non ha mai informato i cittadini, quantomeno a mezzo conferenza stampa, a differenza, invece, di quanto avviene per altri fatti meno gravi, del perché manca l’acqua.
Ciò che ci scandalizza, poi, ma soprattutto viola palesemente la Costituzione italiana, è anche il fatto che abbiamo chiesto per iscritto a che punto si trovassero alcuni procedimenti scaturiti da nostre denunce, ed ecco che la Procura di Gela, in data 22/05/2008, scrive, a firma della Dott.ssa Antonella Lo Monte, “che non è possibile provvedere alla richiesta per carenza di legittimazione, giusto provvedimento del Pubblico Ministero del 19/05/2008.
Detta Procura, inoltre, non ha nemmeno indagato circa eventuali responsabilità delle competenti A.S.L. ed A.R.P.A. in merito ai controlli sanitari dell’acqua. Alla luce di quanto sopra denunziato in merito alla carenza igienico-sanitaria, dunque, si esorta il Procuratore di Catania, in nome del bistrattato popolo di Gela e nell’interesse della salute di tutti noi cittadini, ad intervenire immediatamente acquisendo tutte le nostre denunce e perizie a firma dei nostri consulenti, e così accertare le responsabilità delle condotte permanenti ed omissive dei magistrati di Gela ormai nella bocca di tutti i cittadini che non sanno più a chi rivolgersi, con grave danno anche all’immagine della Magistratura tutta, onde segnalare quanto di competenza al C.S.M. ed al Ministro di Grazia e Giustizia, Angelo Alfano e al Presidente del C. dei Ministri.
Invitiamo il Presidente della Repubblica, garante della Costituzione ed al quale si chiede un incontro personale per raccontare quanto di illegale accade in questa città pseudo-legale, ad intervenire prontamente nell’interesse di tutti i cittadini.
La presente, infine, viene inviata anche alla Corte di Giustizia Europea presso il Tribunale di Strasburgo affinché apra un procedimento a carico dei responsabili pagati profumatamente con soldi pubblici, e ciò affinché venga fatta rispettare la Costituzione italiana ed in primis la salute dei cittadini stanchi di essere minacciati, istigati e torturati.
Sembra assurdo che i cittadini gelesi, tacciati di omertà e privati della libertà di parola e di opinione, reclamino il rispetto della Costituzione italiana da parte di soggetti che, invece, per dovere dovrebbero provvedere al rispetto della stessa in quanto soggetti alla legge.
Si precisa, infine, che lo scrivente, già da qualche anno, è minacciato e perseguitato da alcuni uomini delle forze dell’ordine con la responsabilità di qualche magistrato di cui, a breve, saranno forniti i nominativi mediante querela nominativa attualmente in fase di stesura, il che sarà dimostrato con diversi atti emanati da magistrati, ma discordanti tra di loro ed archiviati illecitamente violando la legge.
Altro che omertosità, non intendo farmi intimidire da nessuno.
Gela, Sabato 13 Sett. 2008.”Saverio Di Blasi
Siamo vicini ai cittadini di Gela e alle Associazioni e Movimenti cittadini che si battono sempre per il benessere e la salubrità del mondo in cui viviamo, solo per il fatto che un giorno lo lasceremo ai nostri figli dovremmo già comportarci meglio.

Cari italiani, care italiane, 








