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Lo “scippo” del seggio all’ARS

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E’ stato ricostituito il plenum di 90 deputati all’ARS dopo che Anna Finocchiaro ha infinocchiato tutti i siciliani che l’avevano scelta per rappresentarli, lei non se l’è sentita di rimanere a ricoprire la carica di capo dell’opposizione e adesso se la ride in quel di Roma non accennando minimamente ai problemi che ci sono nella nostra Sicilia, segnale che la senatrice è molto attaccata alle sue imprese politiche.

Nella seduta pomeridiana di mercoledì 29 ottobre 2008 al suo posto si è insediato Bernardo Mattarella, figlio d’arte della politica, in famiglia dal nonno, al padre, allo zio hanno ricoperto incarichi importanti sia regionali che nazionali.

 

 

Abbiamo raccolto le impressioni a caldo di Sonia Alfano, a cui, secondo molti, doveva andare il seggio lasciato vacante dall Finocchiaro.

Sapevamo quanto sfrontati fossero i deputati del Parlamento Siciliano, tranne qualche rara eccezione, ed abbiamo visto in questi anni di quali e quante decisioni criminose si siano macchiati. E’ per questo che la decisione di assegnare il mio seggio ad un membro del PD ci fa indignare ma non desta in noi stupore. Attendiamo solo che la decisione della Commissione Verifica Poteri dell’ARS venga ratificata per presentare il nostro ricorso al TAR. Il Parlamento Siciliano sta palesemnete violando la legge che attribuisce in modo chiaro ed inequivocabile il seggio al “candidato presidente miglior perdente“. La decisione di attribuire quel seggio ad un membro del PD altro non è che un accordo tra partiti, in violazione della legge, per farmi fuori e non permettere a nessuno di osservarli da vicino e vigilare sui loro accordi sottobanco e sulle loro malefatte. I deputati siciliani sanno perfettamente che io ed i miei 70.000 elettori saremmo in grado di fare la differenza all’interno di quel palazzo ed è per puro timore che hanno deciso di dare quel seggio ad un qualche politicante del PD intento ad occuparsi dei propri affari, di sistemare amici e parenti all’interno della pubblica amministrazione e di arraffare consulenze e denaro pubblico. Chiederemo, immediatamente dopo la ratifica di questa assurda decisione, una sospensiva al TAR e continueremo a vigilare ed a svelare ai cittadini siciliani le vergogne di quel parlamento. Ad Antonello Cracolici, finto oppositore davanti alle telecamere e grande amico del governo nella vita di tutti i giorni, vogliamo annunciare che da oggi il nostro ruolo sarà quello di tenere d’occhio l’opposizione di governo e di svelare ai siciliani gli innumerevoli accordi che il PD ha stipulato con la maggioranza al fine di piazzare i propri membri, e i loro amici e parenti, in barba ai tanti onesti siciliani ormai sdegnati dalla politica, identica, di governo ed opposizione“.

 

 

Anche Ruggero Razza, altro candidato alla Presidenza della Regione Siciliana per La Destra, interviene sulla decisione di non assegnare il seggio vacante a Sonia Alfano.

Sotto il profilo legale non potrò costituirmi nel giudizio che Sonia Alfano promuoverà contro la decisione dell’Ars di assegnare il seggio vacante al Partito Democratico, ma non c’è dubbio che il seggio le spetta.

A mio avviso di fronte al vuoto legislativo della legge elettorale, che nulla dispone in merito all’ipotesi di dimissioni del candidato presidente miglior perdente, deve soccorrere la tecnica della interpretazione. In questo senso non può sfuggire che la legge nazionale sulle elezioni amministrative premia i candidati sconfitti con la presenza nell’assemblea elettiva.  

Questa disposizione consente di procedere a una ‘interpretatio iuris’ che apre alla possibilità di assegnare il seggio a Sonia Alfano. La mia è certamente un’opinione ma sono certo che giuristi assai quotati potrebbero sottoscriverla. Aspettiamo il tribunale…”.

 

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