Consiglio comunale – un affare privato!?


Quello che è successo al Consiglio Comunale

 

Effettuare riprese di una seduta pubblica del Consiglio Comunale, cioè il civico consesso di Caltanissetta non è possibile. Non piace ai nostri politici che si veda come si svolgono i lavori e non piace al Presidente. Si sono appellati al regolamento che non cita in alcun modo nella sezione che riguarda il comportamento del pubblico l’impossibilità di effettuare riprese. Anche Caltanissetta quindi si annovera a buon diritto fra tutte quelle città dove il consiglio comunale ha paura delle telecamere. In questi giorni si è letto che sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia è stata pubblicata una variazione allo Statuto del Comune di Caltanissetta che prevede l’appalto per la diffusione radiofonica e televisiva con enti privati, quindi come mai non ci è stato permesso di riprendere e divulgare gratuitamente. Abbiamo provveduto a far protocollare presso il Comune di Caltanissetta la domanda di ammissione a poter effettuare le riprese ed al prossimo consiglio comunale saremo di nuovo pronti a filmare.

 

Per correttezza vogliamo sottolineare che i consiglieri di centro-destra sono stati i primi ad andare a lamentare la presenza della telecamera al Presidente del Consiglio, che ha immediatamente attivato i Vigili Urbani.
Vogliamo anche sottolineare che rispettiamo il lavoro delle forze dell’ordine, eseguono solo il loro dovere e quindi abbiamo oscurato i loro volti per questo motivo.

 

La prossima volta che ci sarà un consiglio comunale ricordatevi di andare a vedere chi avete votato nell’esercizio delle funzioni, potreste scoprire di aver buttato un voto prezioso.

 

Gridare la Verità!


La contestazione ad Agrigento

 

Domenica 28 presso la biblioteca “La Rocca” di Agrigento si è tenuta la presentazione dell’ultimo libro di Vittorio Sgarbi. All’incontro ha partecipato anche un gruppo di ragazzi di Campobello che hanno contestato al sindaco di Salemi di essere un truffatore, infatti nel 1996, con sentenza definitiva della Pretura di Venezia, è stato condannato a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi e assenteismo mentre era dipendente del Ministero dei Beni Culturali, con la qualifica di funzionario ai Beni artistici e culturali del Veneto. Sgarbi è anche stato prescritto per reati di diffamazione, infatti il 7 Aprile 1995 legge al TG5 una lettera sui «veri colpevoli» dell’assassinio di Don Pino Puglisi, non rivelando le generalità poichè priva di firma, ma attribuita ad un sedicente amico del sacerdote assassinato. La missiva accusava come mandante il procuratore Caselli e come killer Santoro e Leoluca Orlando. Per queste dichiarazioni Sgarbi è stato condannato per diffamazione in primo e secondo grado, ma è intervenuta la prescrizione prima della sentenza di Cassazione.

Siamo solidali con i ragazzi che hanno contestato il controverso Sgarbi e siamo contenti che ogni tanto giovani di questa terra alzino la voce e la testa per gridare la verità a quanti fanno finta di non sapere o di non voler sapere.

 

“Ancora una volta siamo costretti a prendere atto dei vergognosi comportamenti adottati dal Sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, dalla polizia municipale, che ieri ha agito in piena e totale violazione della legge e dalla stampa che, come spesso accade, ha riportato notizie false ed imprecise”. Lo ha affermato Sonia Alfano commentando i disordini verificatisi ad Agrigento. “Il ragazzo che ha contestato Sgarbi ha solo riportato notizie vere che una certa stampa ha subito bollato come accuse”.

 

Nucleare? No, Solare come Sicilia!


Carlo Rubbia ad Annozero

 

In Italia si parla sempre più insistentemente di nucleare, senza però dare ascolto a chi ne capisce veramente come gli scienziati. Carlo Rubbia, il massimo esperto italiano in materia di scienze energetiche e premio Nobel, è andato via dall’Italia perchè i suoi progetti sono stati tutti bocciati. Adesso il suo genio è al servizio della Spagna ed è inutile aggiungere cosa sia diventato quel paese negli ultimi anni sia a livello tecnologico che umano.

Qui da noi le cose non cambiano mai a meno che non ci pensino direttamente i cittadini, infatti tra poco tempo l’Ars dovrà decidere sul piano energetico della nostra terra. Considerate le dichiarazioni precedenti di Lombardo e la voglia nazionale di sviluppare l’energia nucleare, qualcuno si è messo in moto affinché sia chiara l’idea della popolazione siciliana nel dire NO al nucleare e SI alle energie rinnovabili creando questa petizione.

 

Invitiamo tutti a firmarla e diffonderla.

Ecco il link: Solare come Sicilia

 

“Il nuovo solare termodinamico ad alta temperatura, l’energia catturata dagli specchi parabolici e immagazzinata da un fluido salino, è la terza via delle rinnovabili. Una fonte pulita, perfettamente competitiva, abbondante e sicura. Basta un quadrato di tre chilometri di lato, la lunghezza di una pista di aeroporto, per ottenere la stessa energia di una centrale nucleare. E per giunta è tecnologia italiana: una ricchezza che possiamo utilizzare direttamente ed esportare”. Non è il solito ambientalista che parla, ma il premio Nobel Carlo Rubbia in una intervista del 2004 nella quale presentava il suo progetto “Archimede” per realizzare a Priolo (SR), presso la centrale dell’ENEL, un impianto da 20 MW.

Nella più assoluta indifferenza della classe politica isolana, pur capace di condizionare -allora come oggi- il Governo nazionale e mentre per il controllo di riserve petrolifere si scatenava in Iraq una guerra, l’opportunità di caratterizzare la Sicilia come luogo di produzione di energia alternativa agli idrocarburi fu persa e il progetto fu notevolmente ridimensionato. Rubbia abbandonò in seguito l’ENEA e fu chiamato dal Governo spagnolo che riconobbe al brevetto di Rubbia gli incentivi negati in Italia.

Con questa petizione chiediamo al Governo Lombardo, in procinto di varare il piano energetico regionale, di non prevedere o consentire l’insediamento in Sicilia di centrali nucleari, ma di caratterizzare la nostra isola per l’innovazione nello sfruttamento di energie da fonte rinnovabile, a cominciare dal solare termodinamico.

 

La Lista Civica per cambiare la nostra città


Sky Tg 24 parla delle Liste Civiche

 

A giugno del 2009 ci saranno le elezioni per le comunali in molte città italiane, anche Caltanissetta sarà chiamata a esprimere il nuovo sindaco ed il nuovo consiglio comunale.

Noi faremo una Lista Civica per portare le nostre idee ed il nostro programma al vaglio dei nostri concittadini e se saremo bravi anche in consiglio comunale. La Lista non necessariamente porterà il simbolo del blog di Grillo, ma sarà di certo una Lista che potrà rappresentare i cittadini e che sarà fatta da cittadini, che tagli i problemi di questa città in maniera trasversale per cercare di riportare un alito di vita in uno scenario immobile, morto, ma prima che sia sepolto.

Proveremo ad essere incisivi, ma soprattutto cercheremo di provocare nella cittadinanza quella scossa che possa riattivare un cuore ormai fermo da tempo. Troppo spesso ci soffermiamo solo a lamentarci e non reagiamo per portare novità e proposte che possano essere uno stimolo per le altre fazioni politiche. La non curanza della città da parte di tutti ha portato i soliti noti a fare tutto ciò che hanno voluto. BASTA! E’ ora di rivendicare equità e onestà nella gestione pubblica, trasparenza negli appalti e maggiore vivibilità sia nel centro storico che nelle periferie. E’ ora di aiutare chi in questo momento di crisi vive peggio di altri indipendentemente dalla sua razza, religione o sessualità. E’ ora di riunire le forze nel nome dei cittadini di Caltanissetta per avere una città a 5 stelle, che possa puntare al futuro e possa proiettarsi verso mete nuove senza parole come razzismo, povertà e degrado. Dobbiamo essere rappresentanti di noi stessi, cittadini con l’elmetto, perchè stavolta non possiamo più delegare nessuno, dobbiamo metterci la faccia, l’impegno e cercare di cambiare le cose, dal basso…perchè è da lì che i cambiamenti sono venuti nella storia dell’uomo.

 

 

Sabato ci sarà la prima riunione per la costituzione della Lista Civica, chiunque sia interessato a partecipare può mettersi in contatto con noi attarverso la sezione scrivici. Vi aspettiamo.

 

I camini del male

Gela – Camini dell’ENI

 

 

Ci stanno uccidendo poco alla volta, ma con allegria! I nostri mari e le nostre terre sono inquinati dalle raffinerie, dalle industrie e dalle amministrazioni che non prevedono impianti di depurazione nelle loro città e ce ne sono ancora parecchi, vi assicuro.

Oggi diamo spazio a degli amici della città di Gela, l’aasociazione Aria Nuova, che ci scrive per raccontarci il loro impegno civico rivolto questa volta contro l’inquinamento del grande mostro ENI, che se da un lato da il pane a tanti lavoratori dall’altro inquina il cibo, e non solo, di tutta la città.

 

 

“Si è svolta giorno 3 dicembre presso il Tribunale di Gela l’udienza  per il procedimento contro l’ex direttore  della raffineria A. Frediani, scaturito dalle denuncie di numerosi agricoltori Gelesi che da decenni lamentano danni alle proprie colture dovuti a ricaduta di sostanze tossiche provenienti dalla raffineria. Sono stati ascoltati come testimoni i consulenti tecnici del P.M. e quelli della raffineria. I legali e i consulenti tecnici degli agricoltori sono stati messi a disposizione dall’associazione ARIA NUOVA che si è anche costituita parte civile. Durante il procedimento è emerso uno strano tentativo da parte dei testimoni ascoltati di evitare il dibattito su alcuni dati rilevati, sull’uso improprio di combustibili che possono generare emissioni tossiche e sulla compatibilità fra ciò che viene emesso dai camini e quello che è stato trovato sui campioni di foglie e frutta prelevati dai fondi dei denuncianti. I periti si sono rifiutati di approfondire la discussione sulle emissioni delle torce di blow down che a Gela si azionano con una frequenza spaventosa e non hanno nemmeno preso in considerazione gli aspetti visivi delle emissioni. E’ comunque emerso inconfutabilmente, nonostante il riconoscimento della incompletezza delle perizie che non hanno monitorato tutti i camini e tutte le sostanze e della stima approssimata per difetto delle emissioni, uno sforamento dei valori delle sostanze emesse rispetto ai limiti di legge e una presenza anomala di sostanze di sicura provenienza industriale (in particolare vanadio e nichel, IPA) e di sicura tossicità (acidi, cromo, nichel, vanadio, uranio!) nei campioni vegetali analizzati. Su  questa certezza i legali di ARIA NUOVA contano di far prevalere la giustizia de il buon senso nell’arringa finale che si terrà giorno 19 Gennaio 2009, per poi così far partire un’azione risarcitoria nei confronti dei propietari dei fondi e di tutta la cittadinanza. I frutti coltivati nei fondi agricoli in questione ed in tutti gli altri terreni si trovano sulle tavole di tutti i Gelesi, vengono anche usati come foraggio per le greggi locali ed in maniera diretta ed indiretta rappresentano un forte rischio per la salute di tutti.” 

Ass. Aria Nuova 

 

Il blog chiede all’Associazione Aria Nuova di tenerci informati sullo sviluppo della storia.

 

Cemento mon amour!

La fontana del Tripisciano – Caltanissetta

 

 

Pubblichiamo sul nosatro blog un articolo uscito sul “La Sicilia” il 4 Dicembre che ci sentiamo di condividere. In Italia oramai è fortissimo quello che viene definitivo il “partito del cemento” che taglia in maniera chirurgica e democraticamente trasversale tutti lo scenario politico da sinistra a destra. E’ il partito del “meglio una soletta che un alberello” e con questa logica vanno avanti da anni in tutta Italia.

 

 

“Assistiamo in questi giorni ai lavori di manutenzione straordinaria della pavimentazione di Piazza Garibaldi. Ormai, da almeno due settimane, sono stati riversati sulla Piazza centinaia e centinaia di metri cubi di cemento su rete elettrosaldata sui quali andranno incollate le ormai note lastre in pietra lavica. Cemento, cemento e ancora cemento. Mi chiedo se mai sia esistita una buona tecnica delle costruzioni, se migliaia di anni di storia dell’architettura debbano essere sepolti da metri e metri cubi di cemento.

Mi chiedo se opere di tale importanza, ohps!, lavori di manutenzione straordinaria, si possano regimentare solo a cemento e cemento, come se tale pavimentazione dovesse resistere a sovraccarichi di tipo autostradale o si temesse una nuova invasione di Annibale. Un semplice letto di sabbia con blocchi in pietra ne avrebbe garantito il drenaggio, la manutenzione, e non ultima l’etica.” Arch. Luca Iannì