L’ennesimo sperpero


Calderoli e lagge “porcata”

 

Quattrocento milioni di euro!!

Ecco quanto costerà, secondo gli economisti de lavoce.info, il rifiuto di inserire il referendum elettorale tra le varie consultazioni (europee, comunali, provinciali…) raggruppate nell’election-day del 6 e 7 giugno. Risultato: ci porteranno a votare molto probabilmente tre domeniche di fila.

L’ obiettivo è quello di stufare gli elettori e mantenere così invariata la legge elettorale che regola le elezioni per il Parlamento Italiano, legge che lo stesso Calderoli (il creatore) non ha esitato a definire una “porcata”.

Collocare il referendum elettorale nella domenica in mezzo tra le Europee e i ballottaggi delle Amministrative per puntare al fallimento del quorum costerà appunto agli italiani, stando ai calcoli di lavoce. info, circa 200 milioni di euro in più di spese dirette e cioè quanto fin qui impegnato per la social card, più altri 200 di oneri indiretti. Totale 400 milionidi Euro.

Cifra che in questo momento di crisi suona come una presa in giro colossale, soldi che potevano essere utilizzati per fare impianti energetici puliti, per dare incentivi ai giovani ad avviare attivare lavorative, per dare sostegno alle famiglie disagiate , per arginare l’avanzata della crisi, insomma moltissimi erano i campi in cui potevano essere impiegati, ma lor “signori” hanno pensato bene di utilizzarli nel modo migliore che avevano, sperperando, l’unico modo che conoscono per amministrare la cosa pubblica.

VERGOGNA, ancora una volta VERGOGNA!!!

 

Benny Calasanzio: Sonia accetta!

 

Benny Calasanzio ha scritto una lettera aperta a Sonia Alfano.

 

“Cara Sonia, questa mia lettera è scritta per convincerti a sciogliere la riserva sulla tua candidatura alle elezioni europee come indipendente nelle liste dell’Italia dei Valori. Giorni fa mi avevi confidato di questa proposta che avevi ricevuto, e io, senza lasciarti finire di parlare ti dissi di accettare immediatamente e che ero entusiasta; ti dissi di non pensarci su. Oggi, mentre ancora tu hai qualche remore, io ti chiedo di confermare e ufficializzare la tua candidatura al più presto in modo tale da cominciare subito a lavorare. Vedi cara Sonia, durante le nostre conferenze, durante gli incontri con le migliaia di giovani, abbiamo sempre esaltato il nobile impegno della politica svolto con intransigenza e onestà; abbiamo parlato indignati dei politici collusi che governano il paese, ma abbiamo ribadito quanto la politica abbia bisogno di persone estranee a quel sistema, persone libere che non debbano rendere conto a nessuno eccetto che agli italiani, e non come dice un grande ignorante del bene pubblico, solo ai propri elettori. Credo che tu sia in assoluto la persona più adatta oggi ad andare a Strasburgo a portare le nostre istanze, di noi familiari delle vittime della mafia (preciso di noi associati, onde evitare che qualcuno si risenta…) e di tutti quei ragazzi e ragazze che in te hanno una fiducia cieca e ferrea, per il semplice motivo che te la sei guadagnata. Tu porterai in Europa il messaggio di declino e distruzione della democrazia che è in atto in Italia e lo farai per noi con le stesse parole che usi da quando la mafia ammazzò tuo padre. La tua presenza tra i candidati indipendenti del partito di Di Pietro porterà l’ex pm a ripensare e migliorare alcuni meccanismi del suo partito che ancora lasciano a desiderare e che lo renderanno definitivamente l’unico partito italiano attendibile e soprattutto, farebbe bene a capirlo, lo ripagheranno in termini di consensi portandolo al livello del morente Pd, che forse oggi finalmente paga i vari Crisafulli, Carra ecc.. Tu sarai garante di questo cambiamento, e conoscendoti come una sorella so che il fallimento è una parola che non conosci e da cui terrai lontano anche noi. Ti chiedo, se gli altri familiari della nostra associazione saranno d’accordo, di rimanere comunque e in ogni caso presidente dell’associazione dei familiari delle vittime di mafia, sia da candidata che da parlamentare. Cara Sonia, tu conosci l’Italia e conosci la Sicilia, hai girato la maggior parte delle scuole italiane, e hai perfetta coscienza di quali sono le emergenze: serve una persona forte che racconti all’Europa cosa accade in Italia e lo faccia nella nostra “lingua”. Accetta Sonia.” Benny Calasanzio

 

L’incontenibile leggerezza di una presa per il culo!


 Gianpiero D’Alia intervistato da A. Gilioli

 

Dopo la segnalazione nel blog di Grillo l’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia è rimasta esterefatta dalle parole usate dal parlamentare dell’UDC D’Alia, nel loro sito hanno pubblicato un comunicato che abbiamo raccolto per dargli ulteriore diffusione.

 

“Apprendiamo dal blog di Beppe Grillo, tramite un’ intervista di Alessandro Gilioli al Senatore dell’ UDC, Gianpiero D’Alia, che l’emendamento con il quale si vorrebbe tentare di controllare la rete è stato pensato per tutelare il rispetto che si deve alle vittime di mafia e del terrorismo”. Ad affermarlo è Sonia Alfano a nome dei componenti dell’ Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia della quale è presidente. I componenti dell’ associazione si dicono “schifati da tanta bassezza morale ed offesi da tanta ipocrisia” e per voce della propria presidente aggiungono che “se il Parlamento vuole rispettare le vittime di mafia e del terrorismo, invece di censurare facebook, youtube e gli altri siti che in questa nazione sono le uniche fonti di informazione non asservite al potere, potrebbe ad esempio riaprire le inchieste sulle stragi di Ustica, Via D’Amelio, Capaci, Piazza Fontana, e molte altre, e far avere alle vittime delle molteplici stragi italiane la giustizia che non hanno mai ottenuto. “In questo paese – afferma ancora Sonia Alfano -, se qualcosa dev’essere oscurato, quello è un Presidente del Consiglio che accoglie alla sua corte gli stallieri di Cosa Nostra e che definisce “eroi” macellai di bassa lega. Ciò che offende le vittime di mafia sono i partiti, come quello da cui proviene il Senatore D’Alia, che annoverano tra le proprie fila indagati, prescritti e persino condannati per favoreggiamento. Se la classe dirigente italiana vuole perseguire il criminoso disegno di censura della rete, per cancellare il dissenso sociale ed applicare finalmente il Piano di Rinascita Democratica, abbia quantomeno la decenza di non osare affermare che il regime viene instaurato per rispetto alle vittime di mafia. Le finalità del governo sono chiare; si vogliono cancellare i “vaffa” di Grillo, le petizioni popolari, la libera circolazione di informazioni non filtrate da organi di stampa controllati dai partiti e tutto ciò non ha nulla a che fare con le vittime di mafia ma è anzi l’ennesima beffa alla loro memoria”. In conclusione di nota Sonia Alfano ha invitato “il Senatore D’Alia e quanti oseranno ancora motivare la censura con il rispetto per le vittime di mafia di avere la decenza, prima di tutto nei confronti di se stessi, di non proferire più simili assurdità e di non utilizzare, cosi come recentemente fatto dal Premier con Giovanni Falcone per giustificare la riforma della giustizia, gli Eroi di Stato e le loro famiglie come pretesto per attuare la censura dell’informazione e la repressione del dissenso sociale”.

 

Sgarbi rifiuta la cittadinanza onoraria ad Agrigento.

Oggi 10 Febbraio alle ore 11 ad Agrigento doveva essere conferita la cittadinanza onoraria a Vittorio Sgarbi, saremmo stati presenti anche noi insieme ai ragazzi di Palermo ed Agrigento, ma il celebre critico pregiudicato non ha accettato il fatto di poter essere contestato per reati che ha commesso.

 

“Non intendo prestarmi né al ruolo di vittima né a quello di eroe, esponendomi al rischio di agguati o di insensate contestazioni”.

 

Così esordisce il “signore” Sgarbi palesando le sue intezioni riguardo la cerimonia prevista per il suo presunto merito a diventare cittadino di Agrigento. Parla di minacce e intimidazioni, di inquietanti informative e comunicati delle forze dell’ordine su insensate contestazioni, su un presunto agguato, addirittura un’imboscata, aggressioni fanatiche e strumentali. E ancora di fanatici provocatori, di premeditate azioni di disturbo per trarne documentazioni audiovisive pretestuose.
Questo potrebbe sembrare delirio, ma non lo è. In realtà è il canovaccio della solita commedia che ormai conosciamo troppo bene.

Di chi sta parlando? Cosa è successo? Su quali basi si sono potute produrre queste informative, questi comunicati? Come sono riusciti a sgominare questo “pericolosissimo” agguato? La verità è che hanno paura. Siamo noi il pericolo? Per loro il pericoloso agguato è l’informazione, perché è questo quello che avremmo fatto andando ad Agrigento. Avremmo informato i cittadini della bellissima Agrigento su chi fosse realmente Sgarbi, avremmo forse con l’informazione fatto risalire un rigurgito di orgoglio a quegli agrigentini onesti, che non vogliono più nascondersi dietro un opaco e rassegnato “tanto a me non cambia niente”.

 

Effettivamente questo è molto pericoloso!

 

E’ pericoloso gridare alle orecchie della gente! E’ giusto tenerle in dormiveglia, sedarle con parole sempre uguali di sospetto, sospetto per chi vuole pulizia, trasparenza, serietà, onestà e che non ce la fa più ad assistere sempre alle stesse tristezze, e a subire infondate accuse di strumentalizzazioni dell’informazione (che è praticamente il loro modus operandi da sempre), sospetto per chi è in grado di esprime il proprio dissenso attraverso educatissime mail.

 

Ma noi ormai sappiamo!

 

Non ci stupiscono le parole di Sgarbi, non ci stupisce la maniera servile di scrivere sui fatti, noi abbiamo capito e forse capire è una minaccia? E far capire è un agguato? Noi abbiamo il dovere di informare e di dire la nostra e di non accettare che la nostra terra ristagni in questa condizione di torpore.

 

Chi vuol scrive al sindaco di Agrigento può scrivere a:  sindaco@comune.agrigento.it

 

Disonorevoli Nostrani – Parte 3

Torniamo oggi a parlare del libro di Benny Calasanzio, “Disonorevoli Nostrani”, un libro che raccoglie tutte le vicende dei politici dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS), ce n’è per tutti i gusti. Condannati, prescritti, favoreggiatori e tutto quello che un dipendente pubblico non dovrebbe fare. Compratelo, leggetelo e fatevi un’idea di chi abbiamo al parlamento siciliano.

 

Dal libro di Benny Calasanzio – I Disonorevoli Nostrani

 

Francesco Cascio, Pdl, eletto in Provincia di Palermo. Nato a Palermo il 17 Settembre 1963. Sposato con Marzia, è padre di due bambini, Martina e Giuseppe. Consegue la maturità scientifica nel 1981. Si laurea presso l’Università degli Studi di Palermo nel 1987 in Medicina e Chirurgia, con votazione 110/110. Specialista in Odontostomatologia e protesi dentaria, Specialista in Igiene e Medicina preventiva. L’impegno attivo in politica di Francesco Cascio ha inizio da giovanissimo.
Ad appena 21 anni è eletto al Consiglio Comunale di Palermo conseguendo un risultato in termini di suffragi di particolare rilievo per quegli anni. Siamo nel Maggio 1985 e con 6003 voti Cascio diventa il più giovane consigliere comunale di grandi città d’Italia. Bla bla bla e ancora bla per un’altra paginetta. Eletto alla Camera due volte, alla Provincia, ama il calcio, lo sci ecc. Niente. Ho provato a cercare se parlasse delle amicizie con nipote del boss Bonura, ma proprio nessuna traccia sul suo sito. Nessun riferimento. Certo che negare una simile conoscenza, del nipote di uno condannato a 20 anni di reclusione come uno dei membri della ‘triade’ che affiancava Bernard Provenzano al vertice di cosa nostra è veramente da irriconoscenti. Francesco Cascio viene “raccontato” assieme a Musotto nei dialoghi intercettati come lo sponsor politico della nomina nel consiglio d’amministrazione di Francesco Paolo Cerami, nipote acquisito di Bonura. La nomina arriva dopo la figuraccia che il nipote del mafioso ricava alle elezioni regionali del 2001, nelle liste di Forza Italia. Lì il suo padrino politico doveva essere proprio Francesco Cascio, che evidentemente fallì, o non si impegnò. Quel che è certo è che lo era. Questo fattaccio scatenò le ire del capomafia che, intercettato, si lasciò andare a gustosi commenti su Cascio: «se me lo portano davanti a lui e suo padre…». E Bonura confida il tradimento morale ad un altro boss da dieci e lode, Nino Rotolo: “Mio nipote era compare di questo signor Cascio, io ho avuto abboccamenti con suo padre che aveva un obbligo con me. A distanza di qualche mese mi manda a chiamare e mi dice: “Dobbiamo cambiare i programmi”. E così mio nipote è rimasto in Forza Italia boicottato dal signor Cascio, dal signor Miccichè e dal signor Fallica. L’ unica persona che gli ha dato un poco di spazio è stato Musotto che gli ha dato un posto di consigliere di amministrazione al Cerisdi, dove è morto questo padre Pintacuda”. A parte un inchiesta in cui Francesco Cascio è stato prosciolto in udienza preliminare, dall’ accusa di abuso d’ ufficio, nient’altro sul suo conto. L’ inchiesta si riferiva alla revoca del commissario straordinario dell’ Azienda turismo di Erice. Ma non menzionare simili amicizie e frequentazioni politiche è più che disattenzione, è ingratitudine!

Mi illumino di meno

Ogni anno, Caterpillar, la trasmissione radiofonica che va in onda su Rai Radio 2, organizza  la giornata del risparmio energetico, ed ogni anno le adesioni e le idee, nazionali ed internazionali, crescono.

E’ un’inziativa che nasce dalla volontà di fare qualcosa di concreto per il nostro pianeta ed introdurre il “rivoluzionario” modo di consumare energia, quello critico. Senza rinunciare a nulla di quello che la tecnologia oggi ha prodotto, ma usandola meglio e privilegiando ad esempio lampadine a basso consumo piuttosto che quelle tradizionali, usando multiprese che possono essere spente con l’interrutore, insomma un consumo ecosostenibile.

 

La politica energetica italiana è asservita alle lobby degli idrocarburi e adesso si sta cominciando il cammino del nucleare con la menzogna-promessa che ora è pulito, sicuro, economico, facendoci dimenticare il valore di un Referendum (espressione democratica del popolo) con il quale avevamo detto NO al Nucleare.

Il solare è l’unica strada al momento, ma ha un solo difetto per loro, non può essere monopolizzato, il sole è di tutti! Ecco il loro terrore, se ci rendiamo energeticamente indipendenti non saremmo più nè controllabiliricattabili!

 

Ricordate…IL SOLE FA MIRACOLI!