Sgarbi rifiuta la cittadinanza onoraria ad Agrigento.

Oggi 10 Febbraio alle ore 11 ad Agrigento doveva essere conferita la cittadinanza onoraria a Vittorio Sgarbi, saremmo stati presenti anche noi insieme ai ragazzi di Palermo ed Agrigento, ma il celebre critico pregiudicato non ha accettato il fatto di poter essere contestato per reati che ha commesso.

 

“Non intendo prestarmi né al ruolo di vittima né a quello di eroe, esponendomi al rischio di agguati o di insensate contestazioni”.

 

Così esordisce il “signore” Sgarbi palesando le sue intezioni riguardo la cerimonia prevista per il suo presunto merito a diventare cittadino di Agrigento. Parla di minacce e intimidazioni, di inquietanti informative e comunicati delle forze dell’ordine su insensate contestazioni, su un presunto agguato, addirittura un’imboscata, aggressioni fanatiche e strumentali. E ancora di fanatici provocatori, di premeditate azioni di disturbo per trarne documentazioni audiovisive pretestuose.
Questo potrebbe sembrare delirio, ma non lo è. In realtà è il canovaccio della solita commedia che ormai conosciamo troppo bene.

Di chi sta parlando? Cosa è successo? Su quali basi si sono potute produrre queste informative, questi comunicati? Come sono riusciti a sgominare questo “pericolosissimo” agguato? La verità è che hanno paura. Siamo noi il pericolo? Per loro il pericoloso agguato è l’informazione, perché è questo quello che avremmo fatto andando ad Agrigento. Avremmo informato i cittadini della bellissima Agrigento su chi fosse realmente Sgarbi, avremmo forse con l’informazione fatto risalire un rigurgito di orgoglio a quegli agrigentini onesti, che non vogliono più nascondersi dietro un opaco e rassegnato “tanto a me non cambia niente”.

 

Effettivamente questo è molto pericoloso!

 

E’ pericoloso gridare alle orecchie della gente! E’ giusto tenerle in dormiveglia, sedarle con parole sempre uguali di sospetto, sospetto per chi vuole pulizia, trasparenza, serietà, onestà e che non ce la fa più ad assistere sempre alle stesse tristezze, e a subire infondate accuse di strumentalizzazioni dell’informazione (che è praticamente il loro modus operandi da sempre), sospetto per chi è in grado di esprime il proprio dissenso attraverso educatissime mail.

 

Ma noi ormai sappiamo!

 

Non ci stupiscono le parole di Sgarbi, non ci stupisce la maniera servile di scrivere sui fatti, noi abbiamo capito e forse capire è una minaccia? E far capire è un agguato? Noi abbiamo il dovere di informare e di dire la nostra e di non accettare che la nostra terra ristagni in questa condizione di torpore.

 

Chi vuol scrive al sindaco di Agrigento può scrivere a:  sindaco@comune.agrigento.it

 

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