Dal Porcellum al Bordellum!

 


Ligabue parla del V-Day

 

Domenica 21 e lunedi 22 Giugno si vota per il referendum che va ad abrogare alcune parti della legge elettorale attualmente in vigore, soprannominata “porcellum” o anche “legge porcata” dal suo stesso ideatore Calderoli.

Facciamo chiarezza su questo referendum. E’ importante sapere che non c’è traccia del ripristino delle preferenze, quindi le candidature continuerebbero ad essere fatte dai soliti segretari di partito che così potrebbero riempire gli scranni del parlamento con amici, parenti e quanti vogliono loro.

Il referendum proposto non corregge nessuno dei difetti del “porcellum” ma, al contrario, li aggrava, esaltandone le conseguenze negative.

 

Il referendum propone sostanzialmente tre modifiche della vigente legge elettorale:

 

a) attribuisce il premio di maggioranza ad una sola lista, cioè a quella che abbia ottenuto anche un solo voto in più delle altre liste concorrenti, abrogando la possibilità di fare coalizione di partiti;

b) determina il raddoppio delle soglie di sbarramento confermando per tutti la soglia del 4% alla Camera dei Deputati e dell’8% al Senato (che la legge attuale impone soltanto ai partiti non coalizzati).

c) determina limpossibilità di candidarsi in più di un colleggio.

 

Attribuire il premio di maggioranza ad una sola lista determina un incremento inusitato del premio stesso, sovvertendo la regola basilare di ogni democrazia che si poggia sul principio che le decisioni si prendono a maggioranza. In questo modo si realizzerebbe una sorta di dittatura della minoranza, in quanto un solo partito, senza avere il consenso della maggioranza del popolo italiano, avrebbe nelle sue mani il controllo del Governo e la possibilità di eleggere – da solo – il Presidente della Repubblica e di modificare la Costituzione.

La chiamata degli elettori alle urne per il referendum nasconde un inganno: essa sfrutta l’insoddisfazione generale che tutti noi nutriamo verso questa legge elettorale (il porcellum) per spingerci ad un voto che, qualunque sia il risultato, non può avere altro effetto che quello di rafforzare il porcellum. Per questo si tratta di un referendum beffa: ci chiama alle urne per ammazzare il porcellum, ma in realtà lo ingrassa e lo rende intoccabile, in quanto il Parlamento non potrebbe fare delle riforme elettorali perché vincolato dal voto popolare espresso con il referendum.

La leggittimazione di questa legge è una linea sottile che passa tra il non voto ed il votare NO. Il risultato se apparentemente è lo stesso (cioè il referendum non passa) ha però due sfumature molto diverse e importanti. Se si va a votare NO si va a legittimare la legge che è attualmente in vigore, perchè, se è vero che si vota contro le nuove proposte, il messaggio che passa è quello che si vuole inalterato il “porcellum” di Calderoli. L’astensione invece è inequivocabilmente l’espressione di una non accettazione sia della vecchia legge che di come potrebbe diventare. Quindi la cosa migliore è astenersi dal REFERENDUM e state tranquilli è Politica con la P maiuscola.

 

PS. Per tutti quelli che hanno in concomitanza altro tipo di elezioni, amministrative, provinciali o altro, ricordate che potete rifiutare le schede del referendum facendo mettere a verbale la seguente frase: “La legge elettorale attuale e le possibili varizioni proposte dal referendum non rappresentano la partecipazione democratica dei cittadini che viene sancita dai principi della Costituzione.”

 

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