Woodstock 5 Stelle - Cesena

Articoli di Luglio 2009

LUG
31st

Conflitto di interessi!

Pubblicato in Legalità, Politica da Grilli Nisseni

 

Quindici anni fa al culmine di “Mani Pulite”, la polizia irruppe nell’abitazione di Duilio Poggiolini, il capo del comitato nazionale per la registrazione dei farmaci e trovò lingotti d’oro nascosti sotto il suo pavimento. Per molti italiani l’immagine di quei lingotti lucenti è ancora vivida, a simboleggiare in modo permanente i tempi in cui i funzionari del governo, compreso il Ministro della Sanità, prendevano mazzette dalle industrie farmaceutiche per approvare farmaci e stabilirne i prezzi.

Le cose non sono cambiate, ne avevamo già parlato mesi fa, ma la notizia come sempre aveva avuto risalto all’estero ed in Italia l’informazione di regime aveva messo la notizia dentro il cassetto, lontana da occhi ed orecchie indiscrete. Nell’agosto del 2008 il pedo-psico-nano aveva destituito dal suo incarico Nello Martini, che era capo dell’AIFA, l’agenzia autonoma che ha il compito di approvare i farmaci.Martini era troppo indipendente, troppo competente e, fatto imperdonabile, troppo onesto, qualità che ovviamente le grandi lobby farmaceutiche non gradiscono. I farmaci sono un prodotto e le case farmaceutiche vogliono mani libere sul mercato della salute. L’AIFA determina il prezzo dei farmaci in base alla loro efficacia e alla loro valenza, per esempio un farmaco per curare il cancro avrà un prezzo popolare per permettere a tutti un libero accesso, diversamente un farmaco non vitale avrà un prezzo elevato. Ma come tutte le cose in questo paese, se una cosa funziona, cambiamola. Dall’anno scorso infatti i prezzi sono decisi dai ministeri della Sanità e del Welfare in modo indipendente dai benefici che il farmaco stesso produce. Il ministro è Maurizio Sacconi, sarà lui a gestire la cosa.

Dall’altro avrà a che fare con Enrica Giorgetti che è direttrice generale di Farmindustria, l’associazione che promuove gli interessi delle aziende farmaceutiche. Quindi Sacconi farà i nostri interessi per i prezzi dei farmaci mentre la Giorgetti farà gli interessi delle Lobby, peccato che poi la sera, ogni sera si rivedranno in altri panni, infatti la signora è la moglie del ministro del Welfare Maurizio Sacconi!

Nessun dipendente pubblico non puo’ far parte di una commissione di concorso qualora al concorso stesso partecipi un suo parente. Ma perchè allora la stessa regola non è applicata per esempio nella politica e soprattutto per quelle cariche istituzionali che hanno il compito di governare il paese? Il caso venuto alla ribalta dell’influenza suina, ribattezzata nuova influeanza A H1N1, è l’emblema del nostro paese. Il ministro pochi giorni fa annunciava una campagna di vaccinazione di massa, sulla quale non c’è una posizione unanime nemmeno da parte dei medici più qualificati. Finalmente anche in televisione non hanno potuto fare a meno di dire che la moglie del ministro fa parte della direzione generale di Farmindustria e quindi dei maggiori beneficiari di questa campagna di vaccinazione gratuita, a detta sempre del ministro ma i soldi tanto salteranno fuori sempre dalle nostre tasche. Ora mi chiedo, qualora la campagna di vaccinazione sia una soluzione adeguata per combattere questa influenza, come non pensare ad un gigantesco conflitto di interessi anche in una questione così delicata come la salute pubblica? Se poi ci mettiamo che il grande risvolto mediatico che si è dato ad un’influenza i cui effetti, pur essendosi fatti sentire in ogni parte del mondo, sono estremamente contenuti, la buona fede del ministro vacilla fortemente.

Dopo tutto questo può il paese avere fiducia anche su problemi relativi alla salute pubblica? Possiamo essere sicuri che anche Sacconi non abbia i lingotti in casa?

 

LUG
27th

Mafia S.p.A.

Pubblicato in Legalità, Politica da Grilli Nisseni

 

E’ stato sciolto il Consiglio Comunale di Vallelunga “sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata”. Questa la motivazione che oggi ha spinto il Consiglio dei minisri a sciogliere il consiglio comunale di Vallelunga Pratameno. L’assise municipale, dunque, va a casa. La decisione di scioglierlo per infiltrazioni mafiose deriva dalla visita ispettiva disposta nei mesi scorsi dal prefetto di Caltanissetta, Vincenzo Petrucci, per verificare eventuali collusioni tra mafia e politica al Municipio del paese in cui è nato il boss Piddu Madonia. Dalle conclusioni della commissione prefettizia, il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha proposto lo scioglimento del consiglio comunale vallelunghese, accolto stamattina dal Consiglio dei Ministri. A breve il Governo invierà un commissario che assumerà le funzioni in sostituzione del Consiglio comunale.

 

Il sindaco del piccolo comune del vallone, Pippo Montesano, in carica da due anni, si è dichiarato amareggiato da questa decisione, sostenendo di aver operato sempre nella massima trasparenza.

 

Ancora una volta ci riscopriamo come sorpresi per quello che succede ogni giorno sotto i nostri occhi, i comuni sono in mano alla malavita, perchè i politici sono oramai organici alle cosche. Per fortuna non tutti sono così, altrimenti potremmo andare via. Bisogna resistere, denunciare e soprattutto vigilare, affinchè i soliti furbetti non possano fare ciò che vogliono sotto i nostri occhi. La nostra forza è solo una…essere uniti e tanti!!!

 

LUG
24th

La NON memoria di Mancino

Pubblicato in Legalità, Politica da Grilli Nisseni

 


 

Nicola Mancino, attuale vicepresidente del Csm, e’ stato il ministro dell’Interno che il procuratore Borsellino aveva incontrato poche ore prima della strage, ma non ricorda che cosa si siano detti in quel colloquio, dal quale il magistrato usci’ sconvolto’. Salvatore Borsellino, fratello del giudice trucidato dalla mafia, dice che al suo ritorno il fratello gli disse “ho visto la Mafia in faccia”. Chi c’era nella stanza con Mancino? Cosa fu detto a Borsellino da segnarlo nell’animo tanto da apparire scioccato in viso?

Tutti ci chiediamo come sia possibile che Nicola Mancino appaia lucido quando presiede la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, che ha scritto alcune tra le pagine piu’ buie della storia del Csm, e che ha fermato i magistrati della Procura di Salerno e quelli di Catanzaro nelle inchieste “Why not” e “Poseidone” che stavano ricostruendo la nuova P2, in cui comparivano nomi e contesti emersi anche nelle inchieste sulle stragi, mentre perde la memoria quando deve riferire sul contenuto di un incontro cosi’ importante avvenuto poco dopo la strage di Capaci e poche ore prima di quella di via D’Amelio.

Mancino ha il dovere morale e giuridico, in virtu’ delle cariche ricoperte, di rispondere a queste domande che gli vengono rivolte da migliaia di italiani che pretendono verita’ e giustizia sulle stragi.

A tutto ciò si aggiungono le agghianti affermazioni di Ciancimino junior e di Riina che altro non fatto che avallare la tesi che la mano mafiosa sia stata solo l’esecutrice materiale delle stragi, ma che il cervello, il committente in altre parole, sia da ricercare nelle alte sfere della politica, con cui la mafia al tempo strinse il famoso patto.

 

Se Mancino ha problemi di memoria faccia un passo indietro e si dimetta dalla carica che ricopre, perchè l’ombra che si allunga su di lui e molto tetra e pesante.

 

LUG
19th

Resistenza! Resistenza! Resistenza!

Pubblicato in Cittadinanza, Politica da Grilli Nisseni

E’ stata una giornata magnifica, di quelle che difficilmente scorderemo, anche il sole ci è stato amico con una clemenza che fa ben sperare per il risultato raggiunto. Quale risultato? Quello di esserci sentiti liberi di poter credere che qualcosa può cambiare, che qualcuno crede che qualcosa può cambiare e che soprattutto lavora ogni giorno affinchè qualcosa cambi.

Non c’era certo il pubblico delle grandi occasioni, forse per la piccola presenza dei siciliani e dei Palermitani in particolare, ma non importa, gente da tutta itallia è venuta a testimoniare che per mandare a “fanculo” la mafia definitivamente stanno lavorando anche fuori dalla sicilia, perchè la mafia non è solo una causa dei meridinionali, è del popolo italiano.

Interventi bellissimi come quello di apertura di Salvatore Borsellino che senza voce ha voluto riscaldare gli animi della folla con il suo urlo, con il nostro urlo: RESISTENZA!!!

Hanno parlato Benny Calasanzio, Chicco Alfano (imperdibile il suo intervento) pieno di rabbia e consapevolezza e voglia di continuare a lottare come fa da anni. La frase più amara e, forse,  per questo la più vera alla luce della situazione politica attuale l’ha espressa Pino Masciari, quando ha affermato che un tempo lo Stato combatteva l’Antistato (la mafia), oggi la mafia è lo Stato e finchè sarà così per il 50% + 1 degli Italiani allora noi saremo l’Antistato.

E poi Marco Travaglio in diretta telefonica, Sonia Alfano con una determinazione imbarazzante, bello anche il suo ricordo del grande Giuseppe Gatì ed infine il sempre fresco Gioacchino Genchi che con uno stolo di persone sul palco ha fatto una ricostruzione della vicenda di Castel Utveggio  e di via d’Amelio con la sua tecnica di ricostruzione che anche un bambino di due anni avrebbe capito.

Ed infine ultimo intervento telefonico di Piero Ricca da Milano dove era in corso un’analoga manifestazione per gridare Resistenza nel nome di Borsellino e della sua scorta.

 

Le vittorie ci sono state e pesanti pure. Le consuete passerelle dei soliti politicanti che vengono a portare le corone di fiori piene solo di falsità e, per dirla con Salvatore, per assicurarsi che Paolo sia morto NON CI SONO STATE! Nessuno è venuto, anche perchè avrebbero trovato moltissima gente intenzionata a non cedere un solo millimetro a quelli che con molta probabilità possono essere i mandanti o i conniventi di una strage che è di Stato, hanno preferito mandare i loro subalterni alla caserma Lungaro a deporre una delle corone di spine nella sezione scorte.

 

Ma se fossero venuti avrebbero trovato il posto per deporre la loro onorificenza, alla persona che il capo del Governo, Silvio Berlusconi, difende (guarda il video) e che Mercello Dell’Utri definisce un eroe (guarda il video). BASTA!!!

 

RESISTENZA! RESISTENZA! RESISTENZA!

 

LUG
18th

19 Luglio 2009 - Lettera di Salvatore Borsellino

Pubblicato in Cittadinanza da Grilli Nisseni

 

Cari Amici

innanzitutto non vorrei che quello che stiamo preparando venisse chiamato o inteso come “commemorazione”.

Le commemorazioni si fanno in via D’Amelio a Palermo ormai da 17 anni e quello che io voglio fare è proprio spezzare questa catena che sta diventando ormai una abitudine. Per alcuni, i palermitani, forse gli stessi che parteciparono alla cacciata dei politici dalla cattedrale di Palermo il giorno dei funerali dei ragazzi della scorta e che oggi sembrano avere dimenticato quei momenti di indignazione e di rivolta, è un momento per risollevarsi dall’indifferenza e dall’assuefazione nelle quali sono ricaduti e per giustificare davanti alla propria coscienza, con una sempre più stanca partecipazione di qualche ora di quel giorno, il loro silenzio di oggi.

 

Per altri, i complici morali o materiali di quella strage, è un periodico ritornare sulla scena del delitto ed assicurarsi che le vittime siano state effettivamente eliminate; il mettere corone e sentire suonare il silenzio è qualcosa che psicologicamente li rassicura, è proprio il silenzio che vogliono fare calare sui veri motivi e i veri mandanti di quella strage.

Ma quel giorno il buio che questo sistema di potere ha fatto calare su tutto quanto riguarda via D’Amelio, il centro del SISDE sul castello Utveggio, l’agenda rossa sottratta e per cui viene negato anche un dibattimento in un pubblico processo, si deve necessariamente interrompere e per un giorno i riflettori sono accesi e illuminano tutta la scena. E’ questo momento di pausa nelle tenebre che io voglio sfruttare per fare arrivare alla massa inerme dell’opinione pubblica il nostro grido di verità e di giustizia. E perché questo grido sia abbastanza forte e faccia tremare gli avvoltoi che come ogni anno caleranno in via D’Amelio è necessaria una massa di gente, che, ognuno con la sua agenda rossa levata in altro a simboleggiare la nostra voglia di Giustizia, gridi a questi impostori, a questi sciacalli, la proria rabbia. Ma non si potrà esprimere per questa iniziativa una solidarietà di massima, dire che Palermo è troppo lontana, che non si ha il tempo. E’ troppo spendere un giorno della nostra vita per chi ha dato la nostra vita per noi? Questa non deve essere una manifestazione qualsiasi, deve essere quella scintilla che dovrà provocare un incendio nella massa amorfa di chi non sa, non si rende conto del baratro in cui è precipitato il nostro paese. Da Palermo è cominciato tutto e a partire da Palermo tutto deve cambiare. E’ la nostra ultima occasione o dobbiamo rassegnarci a vivere in un paese di schiavi. E non basterà neanche partecipare, bisognerà che ciascuno di noi si attivi al massimo delle proprie possibilità perché questa manifestazione abbia il massimo della partecipazione e il massimo della risonanza. O sarà ancora una occasione sprecata. E non credo che possiamo permettercene ancora.

 

Salvatore Borsellino

LUG
15th

Partito NON Democratico

Pubblicato in Politica da Grilli Nisseni

 


 

Il PD ha respinto l’iscrizione di Beppe Grillo, condizione senza la quale non potrà concorrere alla carica di segretario nazionale. Credo fortemente che con questa mossa il Partito non Democratico abbia perso definitivamente una fetta consistente di persone che erano in bilico nel loro giudizio, e cosa ancora peggiore ha chiarito definitivamente che i partiti altro non sono che delle cupole organizzate e gestite da una schiera di pochi eletti.

La motivazione dei Piddini è stata: “Non e’ possibile la registrazione di Beppe Grillo nell’anagrafe del PD poiche’ egli ispira e si riconosce in un movimento politico ostile al PD. La delibera verra’ resa nota sul sito nei prossimi giorni”.

Con questa mossa, come fa notare lo stesso Beppe, ci hanno riconosciuto parte politica, soggetto che fa rete e movimento.

Adesso al lavoro verso il nuovo V-day contro il nucleare, con proposte serie, pratiche e tangibili direttamente nei gazebo, nell’attesa che i tempi siano pronti per fare il grande passo.

 

 

LUG
15th

I francesci prendono la Bastiglia, noi la prendiamo nel…

Pubblicato in Politica da Grilli Nisseni

 

 

Ieri, 14 luglio,  c’è stato il primo sciopero dei Blogger al mondo, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l’informazione in Rete.Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant’anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.

 

Nel silenzio indifferente dell’informazione e in quello provvisorio dei blogger, il Partito Democratico ha avuto il campo libero per combinarne una delle sue. Lo schieramento guidato dal buon “Don” Fransceschini (immaginatelo con saio e la corona di capelli) non ha atteso un secondo di più. Oggi, come saprete, si è insediato il nuovo Parlamento europeo e il Partito Democratico ha deciso di ricorrere ad una urgente quanto sfacciata sostituzione.

Paolo De Castro, eletto al Parlamento europeo, lascia la sua poltrona di Palazzo Madama. Il suo nome compare infatti nella lista dei nuovi parlamentari della UE. Al suo posto verrà inserito quell’Alberto Tedesco il cui nominativo è già stato inserito nella nuova formazione di Palazzo Madama.

Nulla in contrario se non fosse che il buon Alberto, assessore dimissionario alle Politiche della Salute della Regione Puglia, lo scorso 6 febbraio, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Bari. Nei confronti di Tedesco e di altri quindici indagati il sostituto procuratore, Desirée Digeronimo, ipotizza il reato di associazione per delinquere e di corruzione. Le indagini della procura, tutt’ora in corso, sono relative alla fornitura di servizi e prodotti in ambito sanitario. Fra gli indagati anche Lea Cosentino, direttore generale della più grande Asl pugliese, anch’essa dimissionaria.

L’ex assessore ha chiesto ed ottenuto dal PD un salvagente per non affogare totalmente nello sterco. Il PD lo ha accontentato, proponendogli, in quanto primo dei non eletti alle politiche del 2008, di sostituire De Castro, silurato in Europa, alla carica di senatore della Repubblica, ottenendo così lo scudo dell’immunità parlamentare.

Aumenta quindi il numero in Parlamento dei “disonorevoli”, mentre il PD non ha il coraggio di accettare la candidatura di Grillo alle primarie, come se fosse un disonesto, un reietto, ma si sa, l’Italia è paese delle mille sorprese, delle mille porcate!

Comunque vada Beppe ha più che raggiunto un grande obiettivo, ha fatto parlato i Tg di programma 5 stelle, delle liste civiche e soprattutto ha messo in luce l’anima non democratica del PD che non riesce a scrollarsi di dosso tutto quel fango che lo tiene basso, fermo e ligio al dovere nei confronti del suo padrone Berluskaiser.

Il PD non avrà mai una identità rappresentativa se non svecchia la sua classe dirigente, se non da voce alla base, se non manda a casa i Franceschini, i Veltroni, i D’alema, i Fassino e consorti tutte, ma questa probabilmente è una storia troppo grande per un paese come il nostro.

Ieri, nel giorno in cui i francesi si presero la Bastiglia, Tedesco, indagato del PD,  si è preso Palazzo Madama. Bella mossa, davvero.

 

LUG
11th

Il vero G8 di Boundanoon

Pubblicato in Ambiente da Grilli Nisseni


 

Una città australiana ha bandito l’acqua in bottiglia, sostenendo di essere la prima in tutto il paese a tornare ricorrere al rubinetto per la salvaguardia dell’ambiente e spingendo il governo del più grande stato della nazione a smettere di acquistare acqua in bottiglia.

Gli abitanti di Bundanoon, una pittoresca destinazione turistica situata a circa 150 km a sudovest di Sidney, ha approvato con una grande maggioranza la decisione di rinunciare alle bottiglie d’acqua per ridurre i danni ambientali dall’imbottigliamento e dal trasporto.

Anche le attività commerciali della città, che conta 2.500 abitanti, hanno accettato di sostituire le bottiglie usa e getta con bottiglie riciclabili che possono essere riempite presso fontane, sopportando le perdite di profitto che ne derivano.

“L’acqua in bottiglia ha motivo di esistere in diverse parti dell’Australia e in molte parti del mondo, ma noi non ne abbiamo davvero bisogno vista la disponibilità di un fantastico acquedotto municipale”, ha detto l’imprenditore locale Huw Kingston, che ha condotto la campagna.

“Non siamo un gruppo di ambientalisti fanatici, ma questo ci dimostra che possiamo lavorare insieme per la sostenibilità”.

Kingston, gestore di un’attività che combina vendita di biciclette e bar, ha spiegato che la decisione di abolire le bottiglie d’acqua è volontaria, senza alcuna “polizia dell’acqua a Bundanoon”, quindi spetta alle imprese cittadine mettere in atto il cambiamento.

Ha aggiunto che a contribuire al successo della campagna è stata la proposta di una società di Sidney, Norlex Holdings Pty Ltd, di costruire un impianto locale per l’estrazione dell’acqua, che ha fatto crescere l’attenzione della gente sull’argomento.

Il progetto è stato respinto, ma è stato fatto ricorso in appello.

La campagna è andata oltre i confini di Bundanoon, spingendo anche il governo del Nuovo Galles del sud, lo stato più popoloso dell’Australia, a cercare un modo per ridurre l’acqua in bottiglia.

Il Wwf aveva già condotto campagne contro l’acqua imbottigliata, sottolineando lo spreco di risorse nell’imbottigliamento e nel trasporto di acqua che potrebbe non essere più sicura o salutare di quella del rubinetto, pur costando mille volte tanto.

 

Alla luce dei risultati raggiunti all’Aquila dal G8, possiamo dire a buon diritto che il vero summit per l’ambiente si è svolto a Boundanoon, senza fronzoli, senza chiacchiere, ma soltanto con vere azioni mirate al futuro della terra e dei suoi abitanti, di oggi e di domani.

 

LUG
10th

E col DDL Svilippo…tanti saluti da Chernobyl

Pubblicato in Ambiente, Politica da Grilli Nisseni

Possibili ubicazioni delle centrali nucleari in Italia

Ieri è stata scritta un’altra pagina nera: il governo Berlusconi ha imposto agli italiani il ritorno al nucleare attraverso il disegno di legge sviluppo, approvato in via definitiva al Senato. Avevamo detto no già una volta, attraverso un referendum, nel 1987, ma adesso, come dice Scajola, i tempi sono più maturi, che cosa significa?

Insomma, mentre Obama va avanti con la sua politica verde, il nostro governo ha fatto fare al nostro Paese un passo indietro spaventoso, mettendo a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini, al sol fine di rimpinguare le casse di pochi imprenditori senza scrupoli e di assoggettarsi alle lobby del nucleare.

La scelta del nucleare è obsoleta perchè questa tecnologia è pericolosa e soprattutto superataq, non è un segnale di sviluppo, né di risparmio. Il nucleare di terza generazione è pericoloso, dispendioso, ambientalmente distruttivo e, sul piano della salute, una bomba ad orologeria. E non è sicuramente la risposta giusta al problema energetico esistente. Non sappiamo ancora neanche come smaltire le scorie radioattive, e nessuno in merito ha mai trovato una risposta.

Il nostro Paese ha una posizione geografica invidiabile, al centro del Mediterraneo, ricco di fonti alternative e innovative. Avremmo potuto investire in quello che la natura ci ha donato, nel solare, nell’eolico e creare nuovi posti di lavoro e nuove opportunità per l’imprenditoria. Ma così non è stato, perché questo Governo pensa agli interessi dei soliti furbetti e non ai cittadini, infatti finanziamo con i soldi del cip6 preso dalle bollette dell’Enel la costruzione e il mantenimento degli inceneritori (termovalorizzatori come li chiamano più elegantemente) che di fatto, se lasciati senza il minimo sussidio chiuderebbero i battenti al volo, perchè non producono nulla e gli oneri di smaltimento delle polveri tossiche che creano dopo la combustione dei rifiuti sono talmente alti che neanche un pazzo si cimenterebbe a perdere una barca di soldi.

Tra l’altro, l’Italia ha bisogno di investimenti concreti nelle energie pulite perché è inadempiente rispetto agli obblighi comunitari relativi al protocollo di Kyoto e anche perché sarebbero un volano di innovazione e nuove occupazioni, come dimostrano le esperienze della Spagna, della Germania e di molti altri Paesi tecnologicamente avanzati.

In ogni caso, voglio concludere con una frase di Scajola, «i siti delle centrali sono di interesse e sicurezza nazionale e in caso di non condivisione la Costituzione prevede il potere sostitutivo del governo (cioè l’impiego dell’esercito)». Ma sarebbe l’extrema ratio perché il nucleare sarà «un affare per l’Italia e un affare ancor più grosso per i territori».

Credo fortemente che l’affare migliore che possiamo fare è dare Scajola in cambio di un centinaio di bambini di Chernobyl, potremo partire così da chi non ha dubbi sulle reali conseguenze di queste scelte scellerate.

 

Tanti saluti da CHERNOBYL!


LUG
8th

Green Power!

Pubblicato in Ambiente da Grilli Nisseni

 

Stiamo distruggendo il nostro pianeta in nome del nulla, in nome del nostro tostapane, del nostro frullatore, in nome delle luminarie natalizie. Un giorno diremo ai nostri ai nostri figli indicando un pianeta marcio: “vedi figliolo, un giorno questo scempio sarà tuo!“.

Modificare le nostre abitudini di vita è importante e soprattutto fondamentale, non solo pensare ad un modo nuovo e pulito di produrre energia, ma cambiare il nostro modo di vivere, la nostra casa, utilizzando mezzi pubblici, magari a metano, utilizzando materiali per la nostra casa che ci facciano risparmiare energia per raffreddarla o riscaldarla, che siano dei buoni isolanti. Non faremo solo un favore all’ambiente, lo faremo anche a noi. Infatti tutto ciò si traduce subito in guadagno economico, perchè, diciamoci la verità, essere ambientalisti non è una missione è solo una questione di furbizia.

 

Stamattina, 8 Luglio, alle ore 7:30 oltre cento attivisti, non terroristi, di Greenpeace provenienti da tutto il mondo hanno occupato quattro centrali elettriche a carbone sparse sul territorio italiano, chiedendo ai Capi di Stato del G8 di assumere un ruolo di leadership contro i cambiamenti climatici. Hanno occupato nastri di trasporto e scalato le gru e le ciminiere delle centrali a carbone di Brindisi, Fusina a Marghera (qui potete vedere le foto dell’azione) , Vado Ligure e Porto Tolle.

Problemi finora riscontrati solo nella centrale di Brindisi, dove i responsabili della centrale Enel hanno acceso ripetutamente il nastro trasportatore mettendo a rischio la sicurezza degli attivisti.

La centrale di Brindisi è la maggiore singola fonte di emissioni di CO2 in Italia: Greenpeace chiede ai Capi di Stato del G8 di ridurre queste emissioni e di assumere un ruolo determinante contro i cambiamenti climatici.

Se non cambieremo le nostre abitudini saremo noi stessi la causa della nostra fine.