Comunicato politico numero ventisette

 

Dal blog di Beppe Grillo

 

Lo psiconano ha la varicella e il Pdmenoelle ha Bersani, detto Bersanetor, l’uomo del CIP6 che toglie all’ambiente per dare ai petrolieri. Si troveranno bene insieme nel viaggio che li attende. Alla fine del quale i cittadini li manderanno entrambi a fanculo. La politica li fa e D’Alema li accoppia. Il MoVimento a Cinque Stelle (stampate e distribuite il Programma) avrà, entro novembre, uno Statuto e lancerà una campagna di iscrizioni on line. Tra qualche giorno invece si presenteranno sul blog, uno dopo l’altro, i candidati per le Regionali in Emilia Romagna, Piemonte e Campania. Nelle altre regioni io darò comunque il mio supporto alle liste regionali a Cinque Stelle che vorranno presentarsi.Ognuno conta uno. Nel MoVimento potrà entrare chiunque, alla sola condizione di non essere iscritto a un partito. I candidati alle comunali, regionali e politiche invece non dovranno aver riportato sentenze di condanna in sede penale. Il MoVimento non è ancora nato, ma molti mi tirano per la giacca per apparentamenti, fusioni, liste unite con un simbolo comune. La mia risposta a tutti, senza distinzione, è sempre la stessa: “No, e comunque non ora“. Il MoVimento deve misurarsi con sé stesso, poi, forse, si potrà parlare di cartelli, di alleanze. Il MoVimento ha eletto circa 40 consiglieri comunali che stanno facendo cose importanti e due parlamentari europei indipendenti nell’Italia dei Valori. Sonia Alfano e Luigi De Magistris. Ora ci sono le Regionali e al prossimo turno le Politiche. O dimostreremo di esistere o spariremo. Non siamo qui per riformare la politica, ma per cambiarla dalle fondamenta, per restituirla ai cittadini. E neppure siamo qui per dialogare con delle salme, dei mafiosi, dei piduisti, degli strateghi dell’inciucio. Questi personaggi rappresentano solo sé stessi. Con un’informazione “normale” non esisterebbero o sarebbero in carcere. Il cittadino deve farsi Stato perché non c’è più lo Stato, si è trasformato in AntiStato. Le concessioni governative dalle autostrade, alle frequenze televisive, dall’acqua, all’energia hanno creato intorno alla politica una cintura di sicurezza di boiardi. Si proteggono con l’elargizione dei nostri soldi. L’editoria è dell’AntiStato: tutta. Tutta quella che prende contributi pubblici, i 170 milioni di euro stanziati dal governo Berlusconi. Il loro nemico di carta, ma solo sotto le coperte. Il MoVimento sosterrà tutte le liste civiche che si presenteranno alle amministrative 2009, le regole sono le stesse del 2008. Siamo un MoVimento lento, ma che non si può fermare. Impossibile fermare il futuro. Oggi il noto corruttore Berlusconi è stato condannato indirettamente in appello nel processo Mills. Il PDmenoelle farà di tutto per salvarlo, senza uno non c’è neppure l’altro, Intanto i primi topi lasciano la nave, Rutellone ha dato il via. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Il vizietto di Ceppaloni!

 


Le dimissioni di Mastella da ministro

 

Ve le ricordate le dimissioni di Mastella, le sue parole belle e ricercate, la sua voce spinta dal magone che gli attanagliava la gola, il suo ritorno grazie al PDL e a Berlusconi che lo candidano al parlamento europeo e la sua elezione fra gli scranni di Bruxelles?? Ve le ricordate quelle parole???

Quando si dice che i nodi vengono al pettine e, prima o poi, qualcuno deve pagare. Riecheggiano ancora nelle orecchie di tutti quelle parole con le quali si dichiarava sereno perchè non aveva commesso nulla.

E’ notizia di stamane che imprenditori, politici e dirigenti della Pubblica Amministrazione in Campania sono indagati dalla Guardia di Finanza per la gestione degli appalti sui rifiuti. L’ipotesi di riferimento è quella di una gigantesca associazione a delinquere finalizzata a una serie di truffe, falsi, abusi d’ufficio, turbative d’asta e concussioni, commessi nell’ambito della gestione di appalti pubblici, concorsi finalizzati all’assunzione di personale e affidamento di incarichi professionali nella pubblica amministrazione.

Nell’ambito della stessa operazione è stato arrestato e posto ai domiciliari anche Luciano Capobianco, ex Direttore Generale dell’Agenzia Regionale Campana per l’Ambiente. Inoltre sono stati notificati 17 divieti di dimora in Campania ad altrettante persone, tra cui anche Sandra Lonardo, Presidente del Consiglio Regionale in Campania e moglie del Segretario dell’Udeur Clemente Mastella. Indagato anche Pellegrino Mastella, figlio dei coniugi Mastella.

Infatti questa indagine è la prosecuzione di quella che nel 2008 portò agli arresti domiciliari la stessa Lonardo – poi revocati – e alla crisi del governo Prodi causata dall’abbandono dell’Udeur, che si trasferì nelle file dell’allora opposizione.

Che dire gli ingredienti ci sono tutti per una storia tutta all’italiana di malaffare e corruzione, non resta che aspettare.

Per dirla con Gioacchino Genchi, “quando scoppiò la bufala del “caso Genchi” (il più grande scandalo della storia della Repubblica) un mio vecchio amico mi disse: stai tranquillo. Aspetta sulla riva del fiume e vedrai passare i cadaveri dei tuoi nemici. L’ho ascoltato. Spero solo di non essere travolto dalla piena, tenuto conto anche dell’ultimo festival degli smemorati, sulle collusioni con la mafia su cui mi bloccarono già nel 1992.”

 

PS. il 27 Ottobre a Palermo presso l’aula penale del Giudice di Pace in via Donizetti 14, avrà luogo il convegno degli Informatici Ex ATU dal titolo : ” Futuro Remoto ” – Giustizia fra esternalizzazioni precariato e sicurezza dei dati. Qui la locandina.

Interverrano :

L’On. Luigi De Magistris

L’On. Sonia Alfano

Il Dott. Gioacchino Genchi – Consulente Uffici Giudiziari

Il Dott. Felice Lima – Giudice Catania

Il Dott. Tona Giovanbattista – Giudice Caltanissetta

Caterina Tusa FP CGIL Regione Sicilia

Eugenio Sasso Fiom CGIL Regione Sicilia

Modererà il giornalista Antonino Monteleone

 

Il nostro sostegno va a tutti i lavoratori del settore, con la promessa di organizzare al entro novembre anche a Caltanissetta questo incontro. Siamo con Voi ragazzi, non mollate.

 

Consegnato ai magistrati il papello di Riina

Sarebbe stato consegnato da Massimo Ciacimino il famoso papello di Riina ai magistrati di Palermo. Sembrava una leggenda e invece il foglio contenente le richieste che il capo di Cosa Nostra nel 1992 avanzò allo Stato in cambio della fine della strategia stragista è ora realtà.

 

Già questa mattina il procuratore aggiunto Antonio Ingroia, durante un dibattito contro la mafia organizzato dagli studenti di sinistra, al polo di scienze politiche dell’Università di Firenze, aveva accennato all’ipotesi che presto la Procura ne sarebbe venuta in possesso. Ora finalmente il “papello” sarebbe negli uffici giudiziari di Palermo disponibile al vaglio degli inquirenti.

 

Se autenticato il documento tanto atteso potrebbe mettere in discussione molte delle versioni fornite dai vari soggetti che al tempo erano venuti a conoscenza della trattativa e rappresentare davvero una svolta nella ricerca della verità sulle stragi.

A parlare per primo del “papello” era stato il pentito Giovanni Brusca il 13 gennaio 1998. Interrogato nel corso del processo di Firenze sulle stragi del ’93, il pentito aveva riferito dell’esistenza di una trattativa tra il capo di Cosa Nostra e lo Stato, intavolata dopo la strage di Capaci. Fu lo stesso capo di cosa nostra ad informarlo di quel dialogo. ”Si sono fatti sotto – gli disse – gli ho presentato un ‘papello’ di richieste lungo cosi’”. Dodici istanze che avrebbero compreso una serie di agevolazioni per cosa nostra tra cui la revisione del Maxiprocesso, l’abolizione del carcere duro per i mafiosi, la revisione della legge sulla confisca dei beni, l’annullamento della legge sui pentiti ed altri ancora. Richieste che il capo di Cosa Nostra avrebbe inoltrato alle istituzioni dopo che il capitano del Ros dei carabinieri Giuseppe De Donno e il generale Mori avevano cercato con lui un dialogo con Riina attraverso la mediazione di Vito Ciancimino. Ora resta da stabilire chi oltre ai vertici del Ros aveva garantito questa negoziazione. Le ultime dichiarazioni dell’ex Ministro Martelli e la lunga audizione della dottoressa Liliana Ferraro, nel 1992 alla direzione del Ministero degli Affari Penali, durata quattro ore proprio nella giornata di oggi forse hanno già contribuito a fare chiarezza.

 

Quindi non ci rimane che attendere fiduciosi e con la nostra agenda rossa sempre a portata di mano che Mancino ricordi qualcosa del suo incontro con Paolo Borsellino, incontro dal quale Paolo uscì sconvolto. Cosa si dissero? La verità deve uscire fuori e saremo in tanti a chiederla, sempre ed in ogni occasione, il popolo delle agende rosse non si fermerà!

 

RESISTENZA!!!!

 

 

PS. In occasione della Giornata Mondiale per l’Alimentazione del prossimo 16 Ottobre Mani Tese lancia la campagna: Io mangio locale. Senza speculazioni aggiunte.

Una campagna nata per sostenere il diritto di tutti i popoli alla sovranità alimentare, vale a dire il diritto a decidere le proprie politiche agricole ed alimentari e a combattere la fame e la povertà attraverso il rafforzamento dei propri mercati locali.

Il 17 e 18 ottobre 2009 Mani Tese scenderà in piazza in tutta Italia per affermare la concretezza di percorsi e scelte che possano garantire il diritto al cibo a tutto il pianeta. Scelte spesso che partono da piccoli gesti quotidiani, che tutti noi consumatori possiamo adottare nel nostro consumo alimentare giornaliero. Leggi tutto

 

Quella leggera brezza di Prima-Vera

 


Berlusconi al telefono con Vespa (porta a porta)

 

Le prime reazioni dopo la sentenza di incostituzionalità del Lodo Alfano non si sono fatte attendere, il delirio è cominciato, Berlusconi ha attaccato Napolitano, dice che aveva garantito con la sua firma che sarebbe passato, Gasparri ha dato dell’incostituzionale alla Corte Costituzionale e Bossi paventa l’ipotesi della guerra civile, insomma il DELIRIO!!!

 

Noi diamo spazio ad una lettera alla rete di Salvatore Borsellino, che speriamo di avere presto a Caltanissetta, ospite del movimento.

 

Non è ancora quel fresco profumo di libertà che aspireremo a pieni polmoni quando saremo del tutto venuti fuori da questo che è il periodo più nero della nostra storia, ma è come quel primo refolo di vento fresco che , alla fine dell’inverno, ci fa capire che la prima vera sta per arrivare, che le pesanti nubi che coprono il cielo si dissolveranno e che il sole tornerà a splendere.Da tanto tempo non sentivo dentro di me una gioia così grande, la voglia prendere in mano una Agenda Rossa, quel simbolo di verità e giustizia negate che, a Palermo e a Roma, ci ha accompagnati in queste indimenticabili giornate di lotta di luglio e di settembre, e correre a perdifiato per le strade della mia città per festeggiare, per la prima volta dopo tanti anni, questa vittoria della verità e della giustizia.Il giudizio della Corte Costituzionale è senza appello, la legge che, per proteggerne soltanto uno, decretava l’impuntià per le quattro più alte cariche dello Stato va contro i dettami della Costituzione e deve essere abrogata in toto.Non esistono cittadini per i quali, anche se la legge è uguale per tutti, questa deve essere applicata in maniera diversa, l’articolo 3 della Costituzione non può essere impunentemente aggirato e anche chi ritiene di non essere sottoposto alla legge deve inchinarsi di fronte ad essa.Mi chiedo se quello che dovrebbe essere il garante della nostra Costituzione e che in vece ha finora permesso che essa venisse distrutta a colpi di decreti legge incostiruzionali firmati come si firma la ricevuta di un telegramma, si renda conto, ora che è stato sconfessato dalla Suprema Corte, organismo che la lungimiranza dei nostri Padri Costituenti ha posto a tutela del nostro bene supremo, la Costituzione Repubblicana nata dal sangue dei martiri della Resistenza, di quale è il danno che è stato così arrecato alla nostra democrazia e alla Istituzione che egli rappresenta.Arrivare a firmare addirittura in anticipo sulla sua approvazione da parte del Parlamento una legge che istituisce il riciclaggio di Stato affermando che è inutile da parte del Presidente della Repubblica non firmare una legge tanto deve essere poi necessariamente firmata quando viene ripresentata, significa rinuniciare alle proprie funzioni e dovrebbe avere come naturale conseguenza quella di dimettersi dalla propria carica.Io ho un profondo rispetto delle Istituzioni ma pretendo che questo rispetto venga anche da chi quelle Istituzioni è chiamato ad occupare e che, se si ritiene inadeguato ad occuparle, ne tragga le naturali conseguenze.

 

 

Salvatore Borsellino 

 

Il nano è nudo!

Con la bocciatura per incostituzionalità del Lodo Alfano, le quattro più alte cariche dello Stato perdono quella sorta di “immunità temporanea” stabilita dal provvedimento legato al nome del Guardasigilli e Silvio Berlusconi torna ad essere un normale imputato nei processi che lo riguardano e che ora possono ripartire. Segnatamente quelli denominati “Mills” per corruzione in atti giudiziari e “Mediaset sui diritti tv” (reati societari nella compravendita di diritti tv).

 

Il no della Consulta per violazione dell’art. 138 (sulla revisione della Costituzione e sulle leggi costituzionali) era la pronuncia più temuta dai legali di Berlusconi: comporta infatti una bocciatura totale del ‘lodo’ (considerandolo una vera e propria immunità) e afferma che la materia andava trattata con legge costituzionale e non ordinaria.

 

La Consulta ha citato anche l’art. 3 (principio di uguaglianza) stabilendo, dunque, che la questione, al di là del suo trattamento “costituzionale” configura anche una violazione a una parte della Carta fondamentale che non può essere facilmente modificata.

 

Il premier torna dunque sotto processo. E il governo, per sanare l’incostituzionalità, dovrà ricorrere a un ddl costituzionale richiede una doppia lettura da parte di ciascuna Camera e una maggioranza qualificata se si vuole evitare il referendum confermativo. In sostanza: quasi un anno di lavoro facendo correre il Parlamento a rotta di collo. I giudici di Milano potrebbero essere più veloci nell’arrivare a sentenza.

Fonte: Repubblica

Le bugie “Napolitane”

 


Napolitano in Basilicata 3 Ottobre 2009

 

Il Presidente della Repubblica è l’organo indipendente ed imparziale che assicura l’equilibrio del sistema, rappresenta l’unità nazionale ed è garante della Costituzione (cioè controlla che le leggi fatte dal Parlamento rispettino la Costituzione).

Così la Costituzione stessa definisce il Presidente della Repubblica, ma a quanto pare Napolitano non ne è a conoscenza o, probabilmente, ha fatto finta di dimenticarsene. Stamattina in visita in Basilicata fra i tanti che lo accoglievano una voce fuori dal coro ha levato un grido “Presidente non firmi lo scudo fiscale”, davanti ai tanti cittadini lo smemorato Giorgio si è fermato a spiegare perchè firmerà oggi pomeriggio stesso il decreto che ha al suo interno lo scudo fiscale. Potete vedere tutto sul video di apertura, magnifica la braccatura del cittadino che viene letteralmente avvinghiato da almeno 4 uomini (2 per lato) come se fosse il peggiore dei delinquenti.

 

La spiegazione di Napolitano merita un approfondimento, perchè ha al suo interno notevoli inesattezze.

Innanzi tutto dice: “nella costituzione c’è scritto il Presidente promulga le leggi” e fin qui siamo d’accordo.

Continua: “e se io non firmo oggi…(attenzione) il parlamento vota un’altra volta quella legge e io sono… c’è scritto …sono obbligato (a firmare ndr.)”. Qui ci sono una serie di inesattezze. Il presidente ha facoltà di non firmare una legge perchè non la ritiene in linea con la costituzione o fatta a garanzia del popolo e rimandandola in parlamento non può essere ripresentata in maniera identica, ma deve essere nuovamente dibattuta nei due rami del parlamento, solo dopo essere stata approvata può ritornare al Presidente della Repubblica che deve firmarla per forza. Inoltre non si dimentichi che un rifiuto può essere motivato con un monito verso il Parlamento che la propone, Napolitano è il garante della Costituzione Italiana e se avesse detto non firmo questa legge perchè non la ritengo rispettosa dei principi della nostra Carta Costituzionale si sarebbe aperto un dibattito politico non solo in Parlamento ma anche fra la gente comune che si sarebbe cominciata ad interrogare su cosa è lo scudo fiscale e cosa potrebbe accadere con la sua applicazione. Niente di fatto, il Giorgione nazionale non è come quell’unico presidente che mi sento di avere mai avuto, e parlo di Pertini, che non avrebbe mai permesso queste nefandezze.

 

Vergogna, ancora una volta…vergogna.