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DIC
14th

Il TFR è mio!

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Tremorti è arrivato all’ammazzacaffè del TFR dopo la frutta dello Scudo Fiscale e il dolce dei prelievi dai “conti dormienti”. Tremorti userà 3,1 miliardi di euro del TFR depositati presso l’INPS a copertura di un terzo della Finanziaria. I risparmi di una vita vengono sottratti senza nessun consenso. E’ la finanza creativa di uno Stato prossimo al default, l’azione disperata di Tremorti, un curatore fallimentare che non sa più che pesci pigliare. Quale sarà la prossima mossa? Il quinto dello stipendio? La diminuzione delle pensioni? Il congelamento dei BOT? Il prelievo forzoso di una percentuale a piacere dai conti correnti? Il TFR una volta serviva per garantire ai lavoratori una vecchiaia dignitosa. Oggi garantisce il buco dello Stato.

Se la chiave di lettura del Governo di questo periodo storico sarà questa, ho come l’impressione che i disordini di piazza diventeranno un pericolo reale, speriamo di non arrivare alla violenza, ma lo scollamento fra una classe dirigente ed il popolo è ormai frattura netta, non c’è più paese reale nelle stanze del parlamento, questa deriva può diventare la miccia per scontri di piazza che possono degenerare in una guerra civile.

 

Prima di chiudere, vorrei spendere due parole per quello che è successo ieri a Milano.

Deve essere chiaro che chi ha colpito al volto il presidente del consiglio Silvio Berlusconi non è uno stupido, ma un delinquente. Il nostro pensiero sul Cavaliere è noto: crediamo che sia il peggior premier della storia repubblicana, crediamo che debba dimettersi, crediamo che debba farsi processare. Berlusconi è la perfetta incarnazione di una classe politica nel suo complesso mediocre, 17 condannati in via definitiva in Parlamento e se si considerano i condannati in 1° e 2° di giudizio saliamo a 70, gente che staziona in parlamento da 7 legislature ( la moglie di Fassino ad esempio…ma che volto ha la moglie di Fassino???? Cosa ha fatto per l’Italia???), si è aperta una voragine che li inghiottirà tutti proprio perchè non rappresentano più il paese. Ma proprio per questo non condividiamo l’uso della violenza, con la forza dei fatti e delle idee li manderemo “affanculo”. L’Italia ha bisogno di verità, di giustizia, di legalità, non di pugni in faccia o di insulti. Quindi ci auguriamo che il solitario protagonista dell’aggressione a Berlusconi venga punito con assoluta severità, come ci auguriamo che venga fatto con gli uomini politici compreso mister B, certo se continuano a trincerarsi come hanno fatto con Cosentino. Noi, assicuriamo che andremo avanti come sempre: analizzando le cose, ragionando e (quando è il caso) protestando. Siamo sinceri nel dire che la cosa non ci è piaciuta, non la tolleriamo, noi il Presidente lo vogliamo in galera, nella cella accanto a Tartaglia, perchè anche lui deve andare in galera.

 

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