L’acqua – Riccardo Petrella
Hanno privatizzato l’acqua!!! NON LAVIAMOCENE LE MANI!
Il nostro corpo è composto per il 75% di acqua. Possiamo sopravvivere senza bere al massimo per tre giorni. In media un italiano consuma 236 litri di acqua al giorno.
Non pensiamo quasi mai a quanto sia importante l’acqua nella nostra vita quotidiana e per la nostra sopravvivenza.
Oggi l’accesso a questa risorsa ci sembra scontato, ma in un futuro non molto lontano ci potrebbe essere negato!
L’acqua – come l’aria – è un bene comune indispensabile, è un diritto umano essenziale, deve essere garantita a tutti e NON PUÒ ESSERE SFRUTTATA PER FARE PROFITTO. Questo principio fondamentale è stato violato ancora una volta lo scorso novembre con l’approvazione del Decreto Ronchi (D.L. 135/09 art. 15) che iscrive l’Acqua tra i beni di rilevanza economica. Le amministrazioni locali sono definitivamente obbligate a cedere la gestione del servizio idrico a imprese private che trattano l’Acqua, bene primario per eccellenza, come una MERCE!
In Sicilia la privatizzazione è già avvenuta nel 2006 e in provincia di Caltanissetta un contratto trentennale lega la gestione della nostra acqua a Caltaqua, società per azioni controllata dalla multinazionale spagnola Aqualia, che a fronte di investimenti di circa 250 milioni di euro, ne ha stimato profitti per UN MILIARDO E MEZZO di euro.
I RISCHI DELLA PRIVATIZZAZIONE
L’acqua è un bene esauribile, FINITO!
Per di più noi siamo abituati a sprecarla.
Il perché della corsa alla mercificazione dell’acqua è presto spiegato: i grandi speculatori trarranno enormi profitti dalla gestione di un bene raro che diventerà più importante del PETROLIO!
In un momento delicato come questo noi stiamo affidando una risorsa fondamentale per la nostra sopravvivenza in mano a dei privati che avranno il monopolio e, com’è normale che sia, penseranno soltanto ad incassare. A chi sostiene che l’acqua non sia stata privatizzata rispondiamo con fermezza che dare in affidamento le condutture ad una società quotata in borsa, che può quindi decidere sul prezzo dell’utilizzo dei tubi per portare l’acqua secondo una logica di profitto e non di bene collettivo, equivale ad averla privatizzata. Inoltre con la carenza delle risorse idriche, si può facilmente prospettare un aumento delle tariffe del servizio e di conseguenza chi non potrà permettersi di pagare potrà in parole povere “morire di sete“.
LA NOSTRA SOLUZIONE
È tempo che i cittadini prendano a cuore il loro futuro e comincino a pretendere scelte collettive volte a migliorare la situazione della comunità. Il ritorno alla gestione pubblica delle risorse idriche deve essere una questione che deve unire la cittadinanza e le istituzioni in un unico coro. Il Consiglio Comunale può e deve agire per il bene della collettività e come primo passo deve farlo dichiarando tramite la modifica dello Statuto Comunale che “In osservanza della legge, la proprietà delle infrastrutture e delle reti del servizio idrico integrato è pubblica e inalienabile. La Città si impegna per garantire che la gestione del servizio idrico integrato sia effettuata esclusivamente mediante soggetti interamente pubblici”.
Ciò non vuol dire un ritorno agli sprechi del passato, ma una gestione trasparente e funzionale, che metta in primo piano i cittadini e li coinvolga realmente attraverso una gestione partecipata. Vogliamo un quadro normativo nazionale che TUTELI LA RISORSA ACQUA E LA SUA QUALITA’, CHE RIPUBBLICIZZI LA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO mediante strumenti di DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA in cui si facciano gli esclusivi interessi dei cittadini. Con questo tipo di gestione pubblica sarà garantito il reinvestimento di tutti gli utili derivanti dalle bollette in opere infrastrutturali che migliorino il servizio e la rete idrica. Riconoscendo nell’acqua un bene inalienabile, che non può essere negato a nessuno in quanto fondamentale per l’esistenza di ogni essere vivente. Questo potrà essere possibile attraverso l’abrogazione tramite referendum del Decreto Ronchi e la rimodulazione di norme che abbiamo come unica regola da rispettare che “L’acqua è un bene Comune”!!!
Per questo motivo già da sabato 27 saremo in C.so Vittorio Emanuele a Caltanissetta per informare i cittadini e raccogliere le loro idee in merito, ci prepareremo insieme al referendum per la ripubblicizzazione dell’Acqua che comincerà con la raccolta firme giorno 8 Maggio.
Restate sintonizzati!