FATA: la Sicilia delle meraviglie!

259538_2035618860072_1532228834_32219240_433220_o.jpg

Un momento del F.A.T.A. Festival

Abbiamo un paio di domande per voi, per tutti voi: ma cosa ci siamo messi in testa? Ma dove vogliamo arrivare?

Sabato 4 Giugno, in Piazza Verdi a Palermo, il Movimento 5 Stelle ha lanciato il FATA Festival, un’iniziativa per sensibilizzare i cittadini alle tematiche ambientali e alla politica dal basso, quella vera, quella fatta senza soldi ma con tantissime idee. Musica dal vivo, giochi, danze ed interventi tematici di persone che stanno contribuendo con la loro determinazione a fare della Sicilia un posto migliore dove vivere, persone che si battono ogni giorno per salvaguardare dagli attacchi della malagestione pezzi del nostro territorio e della nostra cultura.

Si è parlato di trivellazioni con Di Giovanna de l’altrasciacca, del ponte di Messina con Accorinti, dell’essere siciliani onesti con Stefania Petyx ed il suo bassotto di striscia la notizia, e ancora tanti altri, l’intervento di Beppe Grillo via Skype e soprattutto la bellissima musica dal vivo, suonata da artisti che oramai hanno deciso di schierarsi e lo fanno gratuitamente mettendoci il cuore e la faccia, grazie a voi per il vostro coraggio, ci avete allietato tutto il giorno e ci avete fatto vivere un momento di serenità, abbiamo capito che esistiamo, ci siamo, possiamo cambiare la nostra terra e ci sono i numeri per farlo.

FATA: Fuoco, Acqua, Terra e Aria,  più un quinto elemento, l’Uomo, che ha la responsabilità di usare al meglio l’energia dei quattro elementi, questo abbiamo voluto esprimere e abbiamo voluto fortemente valorizzare in una giornata sola ed in una sola città, ma che speriamo con l’aiuto di tanti possa diventare un momento di riflessione regionale e poi anche nazionale. Tantissimi gli stand informativi presi d’assalto per firmare petizioni, proporre idee o semplicemente informarsi e vi assicuro che non ci sono state pause, è stato un continuo flusso umano, sorrisi e felicità, musica e libertà, ma soprattutto è stato il momento della consapevolezza, i cittadini uniti possono riprendersi il futuro. Grazie a tutte le associazioni che hanno contribuito alla creazione di questo grande risultato, grazie davvero a Rete No Ponte, AcquaBeneComune, Rete No Triv, Rete Rifiuti Zero, Rete Lilliput, Greenpeace, Lav, Lipu, Cerchi di Vita, Arcipelago Scec, Sicilia delle Meraviglie, Movimento Zeitgeist e i ragazzi che del MoVimento 5 Stelle provenienti da tutta la Sicilia e grazie soprattutto ai cittadini che hanno deciso di spegnere la televisione e godere di libera informazione direttamente dalla fonte.

Spazi pubblici a pagamento

 presentation.jpg

La stazione Leopolda di Pisa

La stazione Leopolda di Pisa è una struttura pubblica che è stata data in gestione ad associazioni della città, rivive il suo antico splendore come luogo di partenza e arrivo, solo che invece dei treni, partono ed arrivano le storie delle città, li nascono passioni culturali, politiche e perchè no anche d’amore. Gli spazi pubblici sono come il salotto di casa nostra, possiamo decidere di non averlo, ma non avremo mai la possibilità di fare feste in casa e far vedere le bellezze del resto della casa, non avremo lo spazio per far giocare comodamente i nostri figli, i cittadini hanno bisogno di averli e devono essere gratuiti.

Vivere in una città civile e moderna, con un’amministrazione che si spenda per i sorrisi ed il benessere dei propri cittadini è un’idea che tutti sicuramente ci sentiamo di sostenere. A Caltanissetta molti servizi sono forniti da associazioni che nel tempo si sono specializzate in alcuni settori e che di fatto hanno riempito il vuoto lasciato dalle amministrazioni pubbliche. Spesso queste associazioni sono formate da volontari che donano il loro tempo libero per aumentare la qualità della vita di altri cittadini, siamo una città che per molti versi deve dire grazie all’ingegno ed all’impegno delle associazioni. Questo proliferare di attività di ogni tipo è una ricchezza enorme per la comunità, l’amministrazione pubblica, qualunque sia il suo il suo colore, dovrebbe elevarla a vera risorsa cittadina e cercare di dare aiuto logistico per la formazione di eventi e qualsiasi altro tipo di iniziative che i cittadini vogliano intraprendere. Da qualche tempo purtroppo registriamo una inversione di tendenza, non solo alcuni servizi comunali sono stati accantonati per mancanza di fondi, ma anche le strutture pubbliche come la sala convegni della biblioteca Scarabelli, il centro Abbate (ex-macello) e altre ancora sono diventate strutture a pagamento con cifre che non sono irrisorie, pensate che per il centro Abbate si chiedono circa 450 euro per un pomeriggio. La cultura creata dalla rete associativa della società civile così viene messa in ginocchio, così si toglie la possibilità ai giovani di creare percorsi nuovi. Gli spazi pubblici sono tali perché sono stati ristrutturati e riaperti con i soldi pubblici, cioè con le tasse dei cittadini, il Comune deve provvedere a reperire i fondi per la gestione e la manutenzione altrove non dalle nostre tasche. Sindaco Campisi faccia rivivere gli spazi pubblici, li liberi da questa vergognosa tassa e li dia in gestione alle associazioni, il Comune potrebbe chiedere in cambio servizi gratuiti per la città, per i cittadini, corsi di teatro, di ballo, di lettura, conoscenza del nostro territorio e chissà quante altre cose meravigliose ci potrebbero essere, tutte le specializzazioni che le associazioni potrebbero dare in cambio dello spazio dato in gestione in maniera gratuita. Chissà quando l’amministrazione si renderà conto che bisogna fin da subito cambiare la Città altrimenti saremmo costretti a cambiare Città.

Novità dal consiglio comunale: si vocifera che parecchi consiglieri comincino a parlare di una modifica al Regolamento per inserire un articolo che vieti le riprese delle sedute del consiglio comunale da parte del pubblico. I nostri dipendenti non amano essere ripresi perchè quando gli si contesta qualcosa, in presenza delle riprese messe on line per sempre, non possono più mentire. Tenete le vostre telecamere in caldo potremmo essere chiamati a fare la prima ripresa popolare collettiva della storia di un consiglio comunale. E’ allo studio da parte del MoVimento la possibilità di proporre un referendum cittadino per l’introduzione di una web-cam che registri i consigli comunali e che li trasmetta in diretta su internet, il costo dell’operazione è molto basso, si parla di qualche centinaio di euro, e darebbe la possibilità a tutti di seguire il consiglio comunale anche se impossibilitati a muoversi. Un atto di democrazia diretta a costo zero.

Nè destra, né sinistra, siamo già andati oltre!

travaglio.jpg

Travaglio commenta il risultato del MoVimento 5 Stelle

Celebrarsi non è un bene, ma di fronte ad un’impresa del genere, quella delle amministrative appena trascorse, dobbiamo raccontarvi tutto. Abbiamo scelto di farlo con le parole di Mario Adinolfi che analizza il voto di domenica e lunedi.

“Chissà se, prima di chiedergli i voti, gli chiederanno scusa. E sì, perché al povero Beppe Grillo gliene hanno dette proprio di tutti i colori: dall’ormai celebre “sei una leggera, sei un truffaldo” di un Giuliano Ferrara vecchia maniera, alla badilata di bon ton usata come fango di Pigi Battista, dalle paginate di Repubblica a quelle dell’Espresso (testate che ora pagherebbero oro per vedere Grillo indicare il voto per Pisapia a Milano al ballottaggio). Il problema è che le scuse non servirebbero e non basterebbero. Non servirebbero perché Grillo non controlla quei voti, che sono dei ragazzi del movimento Cinque Stelle, una realtà molto più autonoma dal comico genovese di quel che i media amano pensare. Non basterebbero perché Grillo meriterebbe non le scuse, ma un caloroso ringraziamento per aver ispirato in decine di migliaia di giovani la passione politica e la conseguente necessità di organizzarsi partiticamente, al posto del disincanto e del qualunquismo, che è sempre mancata assunzione di responsabilità. Quel ringraziamento partiti e media non riescono neanche a pensarlo. Se ne sono assunte di responsabilità i ragazzi del Cinque Stelle: a Milano, guidati dal ventenne Mattia Calise, detengono i voti decisivi per il ballottaggio. A Bologna sono a un passo dal dieci per cento. A Torino arrivano terzi con il cinque per cento. Sono ovunque davanti al celebratissimo terzo polo reducista di Fini-Casini-Rutelli, cinque per cento in tre, sempre in prima fila sui giornali che contano, sempre presenti in sondaggi e specchietti, a differenza dei grillini (odiano questa definizione) che venivano occultati dai media, non nominati, infilati nella categoria “altri” fino a una settimana dal voto. Quando si è capito che qualcosa stava accadendo. E non lo si capisce guardando solo ai risultati sotto gli occhi di tutti di Bologna, Torino e Milano. Bisogna andarsi a spulciare i risultati città per città: Ravenna 9,8%, Rimini 11,8%, Cesenatico 14,5%, Savona 9%, Rovigo 7,5%, Trieste 6,1%, Novara 7,8%, Arezzo 5,9%, Grosseto 5,3%, Pomezia 7,4%. L’elenco è lunghissimo: in tutto il centro-nord il Cinque Stelle è di gran lunga il terzo polo, al meridione resta ancorato ad un 2% medio che lo tiene dietro il magico trio degli ex (ex Pdl, ex Pd, ex Dc). Ma se uno pensa che il Pd per un anno ha steso tappeti rossi per un Gianfranco Fini che il suo Futuro e Libertà ce l’ha sotto il 2% (e peraltro pure diviso tra bocchiniani e ursiani), cosa bisognerebbe stendere per il movimento di Grillo, con cui le affinità programmatiche sono decisamente maggiori? Già, i programmi. Di quelli non si è parlato per niente. Il Cinque Stelle era solo antipolitica, qualunquismo, un voto di moda destinato a transitare nel nulla. Io ho l’impressione che non sia così e basterebbe frequentare anche superficialmente la rete e leggere le proposte di quei ragazzi per capire con quanta supponenza siano stati trattati: su ambiente, trasporti, energie, infrastrutture, tecnologie, metodi partecipativi, finanziamento della politica sono anni luce avanti e per questo credibili presso l’elettorato. Sono un vero partito di programma, a costo praticamente nullo. Ed è questo che mette più paura: non usano i soldi pubblici per finanziare le proprie casse, li rifiutano e rifiutandoli fanno politica. Questo esempio dirompente irrita moltissimo i custodi degli equilibri, che siedono nei giornali e nei partiti (vero Giuseppe Cruciani?). Il Pd si è rivolto ai ragazzi del Cinque Stelle utilizzando subito il tono paternalistico. Bersani, in modo “amichevole ma rigoroso”, li ha invitati a uscire “dall’infanzia della politica”. Insomma: “Ragazzi’, basta giocare, datemi i voti e ci penso io”. Ho paura che non sia proprio l’approccio più adatto. Quei ragazzini hanno dimostrato di sapere giocare bene al tavolo da poker della politica: giocano pulito e aggressivo, non regalano nulla, sono pronti a rischiare tutto. Sono dei duri e se la ridono della paternale: si preparano alle elezioni politiche ed è vero quel traguardo che bisogna lavorare per evitare un colossale spreco di energie e consensi. Ma per costruire un ponte ed un dialogo bisogna prendere sul serio il lavoro fatto dal movimento: il lavoro organizzativo, programmatico, di metodo democratico che ha portato decine di migliaia di ragazzi a scegliere quel tipo di impegno politico militante e non quello nei partiti. Grillo è riuscito a suscitare in quei giovani una concretissima passione per la cosa pubblica, i partiti tradizionali no, il Partito democratico no: ci si vuole cominciare a chiedere il motivo di questa misurabile distanza? Il Pd non ha vinto queste elezioni, anche se fa finta di: a Milano vince il vendoliano Pisapia, a Napoli il dipietrista De Magistris. Certo, Fassino e Merola, Torino e Bologna, tutto bene e scontato, Ma a Bologna in tre anni il Pd ha perso dieci punti. Guarda casa i dieci punti che ha in cassa il movimento Cinque Stelle. Si vuol fare partire un ragionamento sugli errori commessi, ora che il berlusconismo appare al tramonto e bisogna cominciare a ragionare su un equilibrio futuro per il governo del paese? L’impegno di quei ragazzi non è transitorio né modaiolo: è nato il vero terzo polo e si chiama movimento Cinque Stelle. Un movimento innovativo e strutturato, insultato come lo fu la Lega per dieci anni, prima che tutti decidessero di trasformarsi in federalisti. Tra dieci anni saranno tutti a celebrare la rete e la democrazia diretta: magari sarebbe utile portarsi da subito un po’ avanti con il lavoro.”

Mario Adinolfi

Il sindaco Campisi indichi un percorso

bologna.jpg

Il video del comizio di Bologna

 Sta per esaurirsi la discarica di contrada Timpazzo a Gela e saremo costretti a rivolgerci nuovamente a discariche che si trovano a molti chilometri da noi, l’unica che al momento sembra essere disponibile è quella di Messina, le altre sono inagibili. Questo significa che i costi del solo conferimento aumenteranno a dismisura insieme alla folle logica di portare i nostri rifiuti a più di 200 Km da noi. Già spendevamo oltre 3 milioni di euro all’anno per il solo conferimento, adesso a che cifra arriveremo? Il sindaco Campisi si ostina a ripetere in continuazione che dobbiamo pagare l’aumento del 40% ma non indica un briciolo di progetto per risolvere il problema. Dobbiamo capirlo bene tutti e per questo motivo saremo in piazza per tutti i prossimi fine settimana con dei banchetti informativi, se non prendiamo seriamente in considerazione la raccolta differenziata questo problema dei rifiuti non lo risolveremo mai. Aprire un’altra discarica nelle vicinanze non farà che allontanare il problema dell’accumulo, ma ne creerà uno ancora peggiore, l’inquinamento del nostro territorio, inquinamento da percolato delle discariche che è spesso causa di malattie mortali. Un piano in pochi punti per risolvere già dalle prossime settimane il problema dei rifiuti è semplice e può essere attuato con pochi passaggi, senza grossi investimenti. Strategia di riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata spinta con la conseguente diminuzione della quantità di rifiuti da portare in discarica e vendita ai consorzi del riciclo del materiale recuperato. Questi passaggi basterebbero già ad abbassare la Tarsu ed eliminare l’aumento, se poi cominciassimo a lavorare sulla istituzione di un centro riciclo come quello che hanno messo in piedi a Caltagirone (proprio vicino a noi!) potremmo addirittura pensare di creare posti di lavoro. Insomma, il Movimento 5 Stelle queste cose le dice oramai da anni, sono sempre le stesse, ma il muro di gomma politico è sempre lo stesso, cambiano i partiti ma la situazione non cambia. Sindaco Campisi che vuole fare? Come intende risolvere il problema? Il suo silenzio non è più accettabile, la scadenza del termine delle bollette potrebbe avviare un periodo di disobbedienza fiscale da parte dei cittadini, si prenda la responsabilità di indicare un percorso.

Un piccolo cammeo va fatto per spegnere una polemica nazionale che rischia di non rendere giustizia a quanto fatto finora. Se guardate il video sopra dal minuto 12.33 potrete sentire le parole ed il contesto nelle quali vengono usate, Beppe contento come una Pasqua, si congeda con il consueto saluto dialettale bolognese, ” At salut buson” diretto ai ragazzi del movimento, braccio alzato sorriso sulle labbra in segno di reciproca simpatia, quasi una confidenza fra parenti.

Qui la nota dolente. Nicola Vendola e Franco Grillini decidono di attaccarsi, strumentalmente, a quel saluto. Neanche informati evidentemente, riferiscono alla stampa che quel “buson” è riferito a Vendola, i giornali si buttano a pesce sulla “notizia” ( o meglio NON notizia). Vendola NON E’ MAI STATO NOMINATO. Il video in questione è L’UNICA E VERA TESTIMONIANZA.

Infine nell’agosto del 2010 Beppe dal suo blog scriveva: (il link originale)

In questi giorni l’Argentina è stata la prima nazione del Sud America a riconoscere le unioni omosessuali.In Europa solo due nazioni non prevedono ancora alcuna tutela per le coppie gay: la Grecia e l’Italia. Propongo un gemellaggio della vergogna. 

Meglio informarsi prima di montare casi che non esistono, a tutte le vittime di loro stessi cari saluti.

La corrente del Comune – Fiato sul collo

video-consiglio.jpg

Da gennaio del 2011 seguiamo con costanza il consiglio comunale di Caltanissetta fornendo un servizio gratuito alla città. Riprendiamo per intero le sedute e le pubblichiamo nel nostro canale you-tube ed in un’apposita pagina di Facebook. Questo servizio chiaramente ci costa tempo e denaro e non di rado abbiamo avuto anche dei problemi con le forze dell’ordine, ma da un pò di mesi, cioè da quando si è chiarito che nel regolamento del consiglio comunale non ci sono divieti alle riprese, abbiamo potuto fare un servizio completo di tutte le sedute. In una delle tante alcuni consiglieri ci hanno anche dato una mano a trovare una presa di corrente elettrica che ci ha permesso di non portare più altre telecamere come facevamo in precedenza. Ma all’improvviso durante la seduta del 5 maggio 2011. Non possiamo utilizzare la corrente elettrica di Palazzo del Carmine per alimentare la nostra telecamera durante le riprese delle sedute del Consiglio Comunale che si prolungano nel tempo. Ci è stato detto, dal Presidente pro-tempore del consiglio comunale Scalia e dal Segretario Generale, che non è possibile usufruire della corrente elettrica di proprietà del … Comune (!!!!) E noi? Cittadini di Caltanissetta chi siamo? Non siamo forse anche noi “Il Comune”??? Cittadini liberi che svolgono gratuitamente un servizio, riprendendo e mettendo online gli interi Consigli Comunali, non hanno diritto alla corrente elettrica del Comune della propria citta’. C’è qualcosa che non torna. Tutto ciò mentre il Consiglio Comunale è senza Presidente dal 28 gennaio del 2011, è in seduta da 3 giorni consecutivi ed è stato nuovamente rimandato per la 4^ volta con risultati pari a zero e dibattiti politici a dir poco grotteschi, esilaranti e di bassissimo livello. Solo questa settimana se ne andranno 10.000 euro dalle tasche dei Nisseni, per pagare i non risultati di questa non politica. Il problema, ovviamente, è il nostro consumo di elettricità che, tra l’altro, era stato autorizzato da un altro Presidente pro-tempore. Evidentemente ognuno ha un suo regolamento?

Una semplice parola per tutto ciò: Vergogna!

Caro cittadino ti scrivo

 

video-cimitero.jpg

I partiti sono tutti morti!

 

Il post di oggi serve a fare chiarezza riguardo la nostra posizione rispetto al comitato per la lotta al caro Tarsu.

Di seguito troverete il comunicato mandato alla stampa e in fondo al post il documento consegnato al comitato. Un brevissimo resoconto dei fatti va fatto.

I partiti sono entrati all’interno del comitato che di fatto era una bellissima esperienza di attivismo popolare, appena dentro hanno cominciato la loro opera di conquista facendo scomparire la petizione già avviata e sostituendola con una che dava appoggio al loro atto di indirizzo votato in consiglio comunale. Il tutto sotto lo sguardo indifferente delle altre parti del comitato che non hanno fatto una piega.

Un paio di cose vanno dette.

Intesa Civica Solidale per l’ennesima volta ha deluso per il suo comportamento invitando i partiti senza interpellare gli altri membri del comitato.

I cittadini non devono raccogliere le firme per le attività dei partiti, questa è una cosa assurda, che si facciamo loro sostenitori delle loro iniziative.

Siamo convinti che si deve cominciare a fare chiarezza su coloro che hanno responsabilità in questa vicenda. Buona lettura e, se vi va, lasciate un commento con la vostra posizione in merito.

 

La battaglia sulla Tarsu ha fatto scoprire a questa città che il senso civico può esistere anche qui, nel profondo sud, dove ogni regola di civile convivenza sembra che si fermi oltre lo stretto, dove tutti i cittadini pensano che le cose vanno così perchè devono andare così. Abbiamo dimostrato che esiste la possibilità di aggregare, attorno ad un’idea, persone che hanno perso ogni fiducia nella politica dei partiti, ma che adesso sono pronte a spendersi per il bene comune di tutti in maniera libera. Siamo stati fra i promotori fin dall’inizio del comitato No-Tarsu e, sul tema dei rifiuti in particolare, siamo in pista fin dal 2007, fin da quando si bruciarono le bollette. In questi anni abbiamo costruito un modello propositivo che si rivolgesse direttamente ai cittadini per farli convinti che solo la partecipazione alla vita pubblica può cambiare veramente le cose, la delega al politico di turno si è resa oramai insufficiente.

Oggi vediamo questo percorso pericolosamente inficiato dalla partecipazione al comitato No-Tarsu di coloro che, non solo ai nostri occhi, ma speriamo anche a quelli di voi cittadini, si propongono come soluzione di un problema che loro stessi hanno creato.

E’ ovvio e lampante che Campisi e la sua amministrazione sono solo l’ultima tappa della malagestione dei rifuiti, le colpe sono anche da ricercare nel tempo, sono le colpe di quei consiglieri che hanno votato un atto di indirizzo al sindaco per l’aumento della Tarsu (Aiello, Mazzè, Middione, Averna, Rinaldi, Davide Campisi, Turco, Alù, Bellavia, Lo Valvo, Bruzzaniti, Lo Vetere, Falzone e Nicosia), come possiamo leggere dalla delibera n°48 del 2010, alcuni dei quali oggi si propongono come autori e firmatari di petizione e atti indirizzo contrari, una sola domanda per loro, è la coerenza in un percorso o un salvagente per rimanere sempre a galla?.

Sono le colpe di quei consiglieri che quella stessa sera potevano non fare passare questo “sbrigativo” quanto assurdo provvedimento votando in maniera decisa e contraria, ma di fatto erano assenti, stranamente, solo al momento della votazione. (Adornetto*, Iacona e Rizza* dell’MPA, Zummo e Speciale del PD, Firrone e Dierna di ICS al tempo).

Sono le colpe di amministratori come Lo Maglio, come Messana e come molti altri all’interno di quei partiti che per anni hanno avuto la possibilità di intervenire ed invece hanno voluto che tutto cambiasse per non far cambiare nulla.

Oggi quelle stesse persone vengono invitate a sedersi e gli viene chiesto di farsi parte della soluzione del problema che con la loro incapacità (politica) hanno prodotto lo scempio affaristico che oggi è la gestione dei rifiuti a Caltanissetta.

Ci dispiace per tutto ciò, ma ci teniamo a sottolineare che noi non vogliamo uscire dal comitato, anche perchè avendo contribuito a crearlo lo porteremmo con noi (almeno in parte), abbiamo invece proposto, in maniera chiara e decisa, di dire una volta per tutte che chi ha responsabilità pregresse e presenti deve cominciare ad assumersi le proprie responsabilità, diciamo chiaramente a queste persone che adesso non abbiamo più bisogno di loro.

Ribadiamo con forza che mai potremo sederci ad un tavolo con chi è la causa del problema che noi stessi combattiamo. Noi non chiudiamo il capitolo “lotta per la gestione rifiuti”, la continueremo nelle sedi opportune (in mezzo ai cittadini) con le mani libere che amiamo avere, perché per dirla con Fuller “Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta”. Cittadini ci vediamo in piazza.

 

Qui trovate il documento che abbiamo dato al comitato.

 

*= Adornetto e Rizza non sono mai andati alla seduta, quindi non erano assenti solo al momento della votazione ma fin dall’inizio. La loro assenza è sicuramente un fatto non positivo per gli sviluppi della votazione, ma va ribadito che non sono usciti al momento della votazione perchè erano assenti per tutta la seduta.

 

Fuori i soldi dalla politica

manifesto-costi-politica.jpg

Parte il 30 aprile del 2011 dal binario 1 della Stazione Centrale di Caltanissetta in direzione Palermo e precisamente ARS, la petizione popolare che mira ad abbassare i costi della politica regionale in Sicilia.

 

Non tutti sanno quanto costa mantenere la politica regionale e soprattutto quanto sia enorme il divario che c’è fra l’intollerabile condizione economica di coloro chiamati ad amministrare la cosa pubblica e quella dei cittadini che li hanno delegati.

 

In questo scenario tutti i partiti politici sono concordi che questi vergognosi privilegi non vanno toccati, nessuno ha mai proposto nulla in tal senso, se non qualche timida proposta presentata in forma personale da parte di qualche deputato che ovviamente è stata respinta in maniera unanime da parte di tutti gli altri con votazione trasversale da destra a sinistra.

 

Siamo gli unici che stanno dimostrando che la politica si può fare senza soldi, i nostri eletti in Emilia e Piemonte hanno rinunciato alla maggior parte della loro indennità mensile, ma l’esempio più emblematico è il rifiuto dei rimborsi elettorali che ammonta a 1 milione e 700 mila euro per le sole regionali del 2010.

 

La politica non deve essere considerata una professione che genera reddito o una rendita di posizione, ma un servizio alla cittadinanza da svolgersi al massimo della propria professionalità, temporaneamente, per poi tornare al proprio mestiere.

 

Adesso anche in Sicilia possiamo fare partire quella che potrebbe diventare la vera provocazione, il vero guanto di sfida da lanciare alla politica del palazzo che ogni giorno non si cura del cittadino e dei suoi bisogni, ma pretende credibilità per dire che ogni aumento al suo onorario è giusto.

 

Facciamo un viaggio all’interno dei privilegi della casta nostrana per capire di cosa parliamo.

Nel 1948 alla prima seduta utile i “nostri eroi” fanno un verbale in forma provvisoria(!!!) con il quale si equiparano ai senatori della Repubblica anche nel trattamento economico.

 

Questo verbale diventa poi legge il 30 Dicembre del 1965, la legge è la numero 44 (non si trova online). L’abbiamo reperita tramite gli avvocati del MoVimento.

 

Questa legge rimanda ad una serie di regolamenti interni all’assemblea che non sono visionabili in quanto interni(!!!!).

Cercando attentamente abbiamo però trovato un resoconto ufficiale dell’ARS che bene riassume tutto il dovuto ai nostri parlamentari regionali.

 

Qui di seguito un breve riassunto.

 

  • L’indennità prevista è determinata dalla legge regionale n. 44 del 30 dicembre 1965, è corrisposta per 12 mensilità ed è pari a 5.390,58 euro.
  • La Diaria è di 3.500,00 euro mensili.
  • Il rimborso delle spese per lo svolgimento del mandato parlamentare è di 4.178,36 euro e viene assegnato direttamente al Gruppo parlamentare di appartenenza.
  • Le spese di trasporto (ferroviario, aereo e marittimo) prevedono un rimborso spese forfetario annuo di euro 10.095,84.

Inoltre è prevista una indennità di trasporto su gomma per le spese sostenute per raggiungere la sede dell’Assemblea il cui ammontare annuo è pari a euro 13.293,00 per il Deputato che debba percorrere una distanza massima di 100 Km, è pari a 15.979,00 se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. Per i Deputati residenti a Palermo tale rimborso è corrisposto nella misura di euro 6.646,00.

  • Le spese telefoniche sono coperte da un rimborso forfettario di 4.150,00 euro all’anno.
  • Assegno di cessazione mandato pari a 9.500,00 euro per ogni anno di carica.
  • Assegno vitalizio da 3.000,00 a 9.500,00 euro mensili in base agli anni di servizio in carica.

A tutto questo dovete aggiungere che se, oltre a essere onorevoli, ricoprono anche un’altra carica all’interno dell’assemblea prendono ulteriori indennità, cioè il presidente dell’assemblea oltre alle somme citate sopra prende anche 7.724,34 euro.

Vice Presidente € 5.149,56

Deputati Questori € 4.642,63

Deputati Segretari e Presidenti Commissione € 3.316,16

Vice Presidente Commissione € 829,04

Segretario Commissione € 414,52

Su 90 deputati 78(!!!) hanno il doppio incarico.

 

La spesa totale della Regione Siciliana ammonta a 13,5 milioni di sole indennità, ai quali bisogna aggiungere 4,4 milioni di diaria, 1,2 milioni di indennità di ufficio, 2,85 milioni per spese e rimborsi e 400 mila Euro per deputazioni e missioni. In totale 22 milioni e 350 mila Euro all’anno.

 

Con la nostra petizione proponiamo di abbassare le indennità e le spese di viaggio e di sopprimere tutto il resto, il risparmio totale stimato in 5 anni è di oltre 70 milioni di euro, e cioè oltre 14 milioni di Euro l’anno.

 

Loro non molleranno (ma gli conviene?), noi neppure!

 

GRAZIE!

 


Alcuni momenti della giornata

 

1.JPG

 Grazie a tutti quelli che domenica 17 aprile a San Luca hanno reso possibile lo straordinario spettacolo di una comunità che rivive attraverso i suoi eroi e che si riappropria degli spazi rendendoli fruibili e belli.

Oltre 150 persone hanno partecipato all’evento e soprattutto circa 30 volontari e almeno 3 classi fra scuola Cordova e Pietro Leone hanno reso possibile la piantumazione in tempi rapidissimi.

L’iniziativa è stata ideata dal MoVimento 5 Stelle in collaborazione con l’Ass. Sunodia e l’Ass. Real Dream a cui va il nostro ringraziamento più grande.

 

cancelleri_lombardo_riggi_tona.jpg

Crediamo in una politica fatta anche di alberi  piantati e di sorrisi e in quest’ottica abbiamo proposto il recupero dell’area verde del quartiere che è di circa 35000 mq e che potrebbe essere il primo passo per la costituzione di un parco cittadino.

All’iniziativa hanno partecipato anche molti cittadini che hanno chiesto di poter contribuire portando un albero da piantare, il vero successo della manifestazione è infatti il contagio vitale che è avvenuto con il passaparola e che speriamo avverrà anche in seguito.

 

 

studenti-pietro-leone.jpgIl MoVimento 5 Stelle vuole così lanciare un duplice messaggio, il primo quello della legalità in una terra martoriata che ha bisogno costantemente di punti di riferimento e che non deve assolutamente mai dimenticare chi sono i veri eroi e li deve supportare, il secondo, quello del verde pubblico, che in questa città si sta purtroppo sempre più restringendo a fenomeno di rotatoria e aiuola.

Siamo convinti che gesti del genere faranno scaturire altre esperienze simili in altri quartieri, insomma, i cittadini sono maturi per gestire i propri spazi. A sottolineare queste parole vi comunichiamo che siamo già stati contattati da altri comitati di quartiere e ripeteremo l’esperienza a brevissimo, quindi rimanete sintonizzati..

 

Momento molto significativo è stata la piantumazione degli alberi da parte del dott. Tona e della dott. Tomai che li hanno intitolati rispettivamente a Padre Pino Puglisi e a Giuseppe Di Matteo. Ogni tanto – ha detto il giudice Tona alludendo al significato che le 30 querce del “giardino della legalità” di San Luca devono rappresentare per tutti - abbiamo la sensazione che ci manchi il terreno sotto i piedi e allora, come gli alberi sono stati spesso utilizzati nella nostra regione perché tengano fermo il terreno attraverso le radici, così, quando sentiamo franarci la terra sotto perché troppe persone sono state uccise, recuperiamo oggi le radici per tenere ferma la terra sotto i nostri piedi, sotto i piedi dei nostri figli”.

 

30 querce fra legalità e verde fai da te

 

 

Domenica 17 aprile nello slargo antistante l’Enel a San Luca saranno piantumate 30 querce che saranno intitolate a eroi vittime di mafia.

L’iniziativa promossa e finanziata dal MoVimento 5 Stelle è stata accolta dal comitato di quartiere di San Luca che si è detto entusiasta della manifestazione.

Crediamo in una politica fatta anche di alberi piantati e di sorrisi, in quest’ottica abbiamo proposto al comitato di San Luca di cominciare a recuperare l’area verde del quartiere che è di circa 35000 mq e che potrebbe essere il primo passo per la costituzione di un parco cittadino.

La manifestazione si svolgerà dalle ore 10 alle ore 13 alla presenza, fra gli altri, del giudice Tona, della dott. Tomai e della dott. Chinnici.

Gli alberi, in tutto 30, tipici della macchia mediterranea tra frassini, querce e roverelle, saranno poi intitolati a eroi vittime di mafia, da Falcone a Borsellino, da Rita Atria a Francesca Morvillo e ovviamente a Rocco Chinnici.

All’iniziativa stanno partecipando anche tutti i commercianti del quartiere e soprattutto molti cittadini che hanno chiesto di poter contribuire portando un albero da piantare, il vero successo della manifestazione è infatti il contagio vitale che sta avvenendo con il passaparola.

Il MoVimento 5 Stelle vuole così lanciare un duplice messaggio, il primo quello della legalità in una terra martoriata che ha bisogno costantemente di punti di riferimento e che non deve assolutamente mai dimenticare chi sono i veri eroi e li deve supportare, il secondo quello del verde pubblico che in questa città si sta purtroppo sempre più restringendo a fenomeno di rotatoria e aiuola.

Siamo convinti che gesti del genere faranno scaturire altre esperienze simili in altri quartieri, insomma, i cittadini sono maturi per gestire i propri spazi.

 

Non pagheremo per la vostra incapacità!

 

video-torino.jpg

Gli altri parlano, spendono i nostri soldi con manifesti elettorali pieni di slogan senza senso e passano il tempo a posare da leader in televisione. I ragazzi del MoVimento 5 Stelle fanno i fatti. Non potevate attraversare la strada a Torino in via San Donato? Adesso potete!

Un plauso ai ragazzi di Torino per la grande provocazione in chiave civica che hanno mandato all’amministrazione.

 

Ma torniamo a noi.

Fanno sorridere le parole del sindaco Campisi che ha articolato la manifestazione di ieri sul caro Tarsu, che ha visto la partecipazione di centinaia di cittadini molto motivati, come un gruppo di persone che vogliono coprire le malefatte di qualcun’altro, fa anche della polemica sulle richieste della piazza e le relative autorizzazioni.

Non una parola su strategie virtuose da intraprendere per scongiurare il pagamento della TARSU aumentata di oltre il 40%, non una parola sul viaggio informativo che dovrebbe compiere nei centri di riciclo, non una parola sulla maturità che i cittadini stanno dimostrando organizzandosi in maniera civile, non una parola sul futuro di questa città.

Noi del MoVimento 5 Stelle siamo soddisfatti che anni di lavoro in strada a parlare con la gente adesso siano fioriti in queste manifestazioni di democrazia partecipata, ne siamo fieri ma ancora molto bisogna fare e lo continueremo a fare già da sabato 9 marzo, quando saremo di nuovo in strada con gazebo e volantinaggi informativi.

Il sindaco Campisi deve parlare di strategie per la soluzione del problema TARSU, deve informarci su cosa intende fare, come intende risolvere il problema, in quale direzione ha intenzione di portarci, lo faccia affinchè i cittadini possano decidere cosa fare, il suo silenzio ha solo una possibile risposta: noi non pagheremo per la vostra incapacità!

 

PS. Convocato per martedì 12 aprile alle 17,30 in seduta straordinaria aperta il consiglio comunale sulla Tarsu. La riunione dell’assemblea civica si terrà al centro culturale “Michele Abbate”.

Il MoVimento 5 Stelle sarà in prima fila per osservare l’operato dei nostri amministratori, solo i cittadini informati possono riuscire a smontare i giochetti della politica, riprendiamoci la politica, riprendiamoci la nostra città.Non mancate.