L’assistenza sanitaria deve in primo luogo favorire la prevenzione. Sono le buone politiche per l’ambiente e la salute la migliore assistenza sanitaria possibile. Vanno inoltre potenziati i servizi sanitari territoriali.
È un errore puntare tutto sulla ospedalizzazione o ancor peggio sulla aziendalizzazione. Le aziende sanitarie oggi operano al di fuori di ogni controllo democratico, gli Enti locali sono emarginati e le nomine dirigenziali sono legate a riconoscimenti partitici. Ci batteremo perché cambi l’impostazione attuale e per reintrodurre nel sistema sanitario quei valori di servizio sociale oggi sottomessi alla logica d’impresa.
Opereremo per la giusta integrazione tra pubblico e privato nell’erogazione dei servizi sanitari, a condizione che la “governance” del sistema (politiche, concessioni, tariffe, liste di attesa, agevolazioni, controllo della qualità) sia esclusivamente pubblica.
Ci batteremo per mantenere il S. Elia operativo ad elevati livelli di qualità (pronto soccorso, terapia d’urgenza, servizi ambulatoriali e diagnostici completi, terapie intensive). Chiederemo alla Regione di garantire degli investimenti necessari all’adeguamento alle nuove tecnologie del S. Elia, e di destinare il CEFPAS a scuola di eccellenza attraverso l’istituzione di master post-universitari, all’avanguardia nella formazione e nella ricerca.
Ci batteremo affinché le competenti autorità sanitarie realizzino adeguate campagne epidemiologiche tese ad accertare l’incidenza delle principali patologie, le relazioni causa-effetto tra queste e gli inquinanti presenti nelle matrici ambientali, le principali fonti di inquinamento.
Poichè certamente bisognerà ottimizzare le risorse economiche e probabilmente non si potrà realizzare tutto e subito, prima di cercare di realizzare un’azione creare una graduatoria dei pareri fatta dai cittadini. Questo eviterà di deresponsabilizzarsi sul futuro della valorizzazione e dello sviluppo economico della propria città.
Questo consentirà d’iniziare un dialogo fra i cittadini e le istituzioni che consentiranno di capire le problematiche tecniche per l’attuazione delle idee, cercando di trovare assieme la soluzione migliore.
Cemento depotenziato, come è finita?
Quanto è sicura la struttura?
Azienda laurea in medicina e chirurgia.
Quanto è libero l’accesso? Quanto conta il merito?
In una economia di libero mercato dovremmo pretendere facoltà aperte (almeno per il primo anno).
Non conosco quindi non esiste, gioco il jolly: psicosomatico.
Mai ammetterò a me stesso di essere un asino.
Me pudeat
@ Noumeno.
Ho cercato di comprendere qualcosa delle tue domande/proposte, ti invito a riscrivere perchè non ho capito.
Sull’ospedale S.Elia, relativamente ai lavori ed al cemento utilizzato, il caso è stato archiviato e sepolto dalla stampa, non se ne parla più. Malissimo perchè negli appalti pubblici siamo fermamente convinti che debbano esserci più controlli sia nelle gare d’appalto che nell’esecuzione dei lavori. La struttura non posso dirti se è sicura, ci vogliono tecnici e rilevamenti statici per appurare, ma data la finalità dello stabile è una domanda e soprattutto una pretesa legittima.
Sul sistema universitario purtroppo sai bene che il livello non è quello comunale, ma l’amministrazione si può fare portavoce di una protesta al diretto interessato per riaffermare la meritocrazia e il diritto allo studio per tutti.
Per il resto del tuo commento non ho altro da aggiungere, spero solo che il tuo voleva essere un sano contributo di idee da portare nel programma finale.
Ciao Giancarlo, era una riflessione al volo. Mi chiedevo come è finita l’indagine, non mi preoccupavo della stampa. La stampa esiste ancora?
Sicuramente andrebbero fatti controlli reali, non di carta.
Spero di trovare il tempo per aggiungere altro.
Sempre un contributo.
Ragionevolezza pratica.
A presto
Ti ringrazio e spero di conoscerti per avere il piacere di approfondire il dibattito, non esitare a postare nuove proposte o riflessioni, questo forum lo intendiamo come una piazza dove respirare partecipazione.